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Per la Diatec ancora tanti affanni al PalaTrento

Ci si può stupire, ma senza esagerare. Bisogna accettare che una squadra giovane come la Diatec lasci un punto a Latina e uno a Città di Castello fra le mura amiche e nel contempo vada a vincere per 3-0 a Modena la sfida più difficile di questo trittico. Non c'è contraddizione. La maturità e la capacità di adattarsi alle situazioni non si compera al supermercato, la si conquista stando in campo e soffrendo. Ieri pomeriggio, di sofferenza, se ne è vista molta nelle file della squadra allenta da Serniotti, che ha subìto l’organizzazione di una squadra priva di grandi nomi, ma fondata su meccanismi di gioco molto solidi, in particolare nella fase break, dove muro, difesa e contrattacco raggiungono rendimenti molto elevati per una formazione di metà classifica.

Primo set, tutto fin troppo facile
L’avvio dell’incontro aveva illuso la Trentino Volley. Sono bastati due servizi cattivi di Lanza e uno di Birarelli (guarda a caso i due reduci dall’esperienza giapponese in azzurro) per mandare a +2 una Diatec schierata con Sintini per preservare Suxho in vista dell’impegno di Champions League di mercoledì. Il big del set è stato però Ferreira, giocatore che si sta rivelando uno dei migliori acquisti estivi. Ha nelle corde un gran servizio, un muro di alto livello per un posto-4, un braccio pesantissimo in attacco e in ricezione non se la cava poi così male come lo avevano descritto i più scettici. In questa frazione ha fatto il bello e il cattivo tempo, chiudendo con il 70% in attacco, un valore da urlo considerando l’efficienza del sistema difensivo umbro. Suo l’ace del 13-10. Importante notare che, nonostante l’ottimo livello di gioco espresso da Trento, l’Altotevere non ha mai mollato, rimanendo in scia fino al 20-17, quando un muro di Lanza e un ace di Solè hanno chiuso i conti.

Nel secondo set la barca fa acqua da tutte le parti
Dopo il cambio di campo cominciano i problemi. Subito 1-4 con il turno al servizio di Rossi, il centrale cuneese prestato agli umbri per un anno, che già in avvio di primo set aveva fatto danni con la sua jump float. A soffrire in ricezione è Lanza, che poi sbaglia in attacco e si becca un altro ace per mano di Piano (altra jump float). Il tabellone segna 4-9 e lo schiacciatore veronese finisce in panchina a favore di Fedrizzi. L’equilibrio di gioco è però ormai destabilizzato e anche se Sokolov combatte come un leone, intorno tutto frana. Van Walle sembra Zaytsev e l’unico break point trentino dell’intero set arriva solo perché Dolfo spara out. Non c’è partita, proprio come era avvenuto nel secondo set contro Latina. L’agonia si chiude in soli 22 minuti e l’illusione di poter assistere ad un’altra cavalcata trentina si esaurisce subito. Il dominatore è Van Walle, con 7 punti, 2 muri e il 71% in attacco.

Inevitabile la reazione del terzo parziale
Dopo un primo momento di vuoto (1-4 con un ace di Van Walle e un’invasione di Birarelli), Trento rialza la testa e lo fa sospinta dai servizi di Sokolov, che mettono in gabbia Fromm: prima si fa murare da Bira, poi sbaglia in attacco. Sono segnali importanti, che la Diatec sa cogliere, allungando con due ace su Dolfo, il primo di Birarelli, il secondo di Sintini (9-7). Sul 10-8 Serniotti decide di togliere dal campo Solè, che a muro vaga lungo la rete senza costrutto, per inserire Burgsthaler e la mossa si rivela azzeccata, ma non perché il centrale di Madonna Bianca faccia meglio dell’argentino in questo fondamentale, quanto perché le sue battute creano grosse difficoltà ai ricevitori di Città di Castello. Le sue jump float permettono a Sokolov di murare Fromm (sempre lui) e a Lanza di passare d’astuzia il muro a tre. Poi la Diatec dilaga con le battute violente di Sokolov, sfruttando la vena realizzativa di Pippo. Dal 17-10 si gioca pro forma. Il finale è invece di Ferreira, che scarica bordate sul muro umbro, irriconoscibile rispetto al set precedente. Lanza chiude il set con il 64% in attacco.

Nella quarta frazione viene meno l’ossigeno
Serve ancora una frazione, alla Diatec, per chiudere i conti. Città di Castello cederà di schianto o tornerà in campo determinata? La seconda. Non fosse per due errori di Van Walle, uno in attacco l’altro in battuta, il vantaggio degli umbri potrebbe diventare incolmabile già prima del time out tecnico. La pausa arriva comunque sul 12-11, perché l’Altotevere soffre i servizi di Sintini e Burgsthaler, incassa un ace di Lanza e un muro di Ferreira. Tuttavia il cambio palla trentino è tutto fuorché fluido e sul piano del gioco l’equilibrio è massimo. Dal 12-12 in poi, forse perché vengono meno energie fisiche e nervose, la Diatec sparisce dal campo: il muro a uno di Corvetta su Ferreira, il muro di Rossi su Burgsthaler al centro, il muro di Corvetta su Lanza, due attacchi di Fromm e uno svarione di Sokolov, che butta via la palla del possibile 17-18, paralizzano i padroni di casa. Solo sul 17-21 sostituiscono Sintini (impreciso nella frazione) con Suxho in vista di un tie break da non sbagliare.

La partenza a razzo blinda subito il tie break
Si va così al quinto set, che comincia nel migliore dei modi per i trentini. Le battute di Burgsthaler costringono Fromm a ricevere e attaccare out per due volte (4-1). Sul 6-3 Lanza mette in cassaforte il premio per l’mvp, battendo forte e bene: errore di Van Walle, tocco di Suxho e muro di Birarelli (9-3). Un paio di pasticci trentini, leggi due invasioni, danno a Città di Castello l’illusione di poter rimontare (9-7), cullata fino al 12-11, quando Lanza sbaglia in attacco, ma poi un muro di Sokolov e un primo tempo out di Piano chiudono i conti.

Cosa ci è piaciuto
Della squadra di Serniotti si può dire tutto, ma non che le manchi la voglia di lottare. Nonostante il serbatoio fosse quasi vuoto e Città di Castello avesse preso le misure all’impianto di gioco trentino, Birarelli e compagni non si sono mai arreäsi allo sconforto e hanno superato le batoste del secondo e del quarto set (35-50) senza pensare a quello che era successo. Indispensabile l’apporto dei due azzurri Lanza e Birarelli, che hanno dato solidità ai rispettivi reparti in una giornata in cui Ferreira aveva cominciato bene, ma poi si è un po’ spento a causa dei pochi assist ricevuti e di quattro murate incassate, e in cui Solè non è mai entrato nel match. In merito ai singoli fondamentali non c’è granché da evidenziare, perché tutti hanno conosciuto una giornata molto altalenante.

Cosa non ci è piaciuto
In primo luogo ha faticato il muro. Non era lecito attendersi un bis dopo la prova impressionante di Modena (16 block in tre set), ma Van Walle lo ha perforato con troppa facilità. Se togliamo Birarelli, tutti gli altri sono stati insufficienti in questo fondamentale, in particolare Solè, che ha corso come un tergicristallo lungo la rete senza costrutto. In quanto alla regia, si può imputare a Sintini sono un evidente calo nel quarto set, ma nel secondo, quello che ha girato l’incontro, i pasticci li hanno compiuti tutti. Anche il servizio, 6 ace e 16 errori, non guadagna la sufficienza. Con le sole battute di Lanza, Burgsthaler e Sintini la Diatec ha conquistato 21 break su 35, ciò significa che quelle di Sokolov, Ferreira e Solè non sono state efficaci.

Autore
Andrea Cobbe
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