Diatec spietata contro Ravenna nella giornata degli ex
Il doppio confronto con le ultime due della classe, che ha aperto il girone di ritorno della Diatec Trentino, si chiude con sei punti conquistati su sei e un solo set lasciato per strada. Meglio di come era andata nel girone ascendente, quando i pontini strapparono un punticino al PalaTrento. Se in terra laziale sabato 11 il compito era stato complesso, altrettanto non si può dire per quanto attiene al 3-0 di ieri pomeriggio. La squadra di Serniotti non ha mai dovuto stringere i denti e ha finito per mettere in vetrina un giocatore che forse non avrebbe nemmeno dovuto scendere in campo, ovvero Michele Fedrizzi, entrato al posto di Ferreira ad inizio match per permettere al portoghese di essere medicato dopo una botta rimediata al naso e poi rimasto sul terreno di gioco fino alla fine, forte di percentuali d'attacco da centralone puro. Insomma un pomeriggio ricco di note positive, cominciato con il giusto tributo dei tifosi e della società ad Andrea Bari e Beppe Cormio, tornati per la prima volta al pala Trento da avversari, e concluso con un successo più rapido del previsto.
La prima frazione chiarisce subito il cliché
Bastano pochi minuti per capire quali sono i capisaldi dell'incontro: Ravenna incide poco al servizio e fatica a leggere il gioco di Suxho, mentre la Diatec, oltre a mandare a memoria il cambio palla, tocca molto più dell'avversario a muro e ricostruisce di più. Così sul 3-2 ecco il primo break firmato da un errore di Klapwijk, che scaglia con violenza il pallone sul nastro e procura un piccolo infortunio a Ferreira, salato a muro con il tempo perfetto per prendersi la sferzata della rete sul naso. Entra Fedrizzi giusto il tempo per dare ai medici il tempo di tamponare la fuoriuscita di sangue, almeno questo è il proposito iniziale, ma finirà per giocare tutto l'incontro, perché Friz non ne sbaglierà una. Sull'8-6 Sokolov mura Cebulj e poi mette a terra l'attacco del 10-6, un allungo già decisivo. Trento gioca in scioltezza e anche se sbaglia qualche servizio di troppo (il viziaccio di questa stagione) non concede nulla ai romagnoli, nell'occasione guidati in panchina da Lucchi, vista la squalifica di Bonitta. Sokolov trova l'ace corto del 18-13, al quale risponde Klapwijk, punendo Fedrizzi dalla linea dei nove metri: è il primo e unico break point della Cmc nella prima frazione, ma arriva tardi, perché poi le braccia pesanti di Sokolov e Fedrizzi spingono Trento fino al 25-19.
Impressionante la percentuale finale in attacco della Diatec: 74% con 0 errori e un solo muro subito. Spicca Fedrizzi con l'80%. Impensabile toglierlo dal campo. Dall'altra parte i laterali Tillie (33%) e Cebulj (29%) sono nella buca.
Nel secondo set Ravenna regge fino a metà
Dopo il cambio di campo la Cmc prova a partire con il piede giusto, e lo fa grazie ad un muro di Cebulj su Sokolov. Non sarebbe la prima che volta che, dopo una prima frazione dominata, la Diatec comincia male la seconda, ma questa volta arrivano due errori avversari a ristabilire subito la parità. Un tocco di Suxho e un muro di Birarelli su Klapwijk fanno 5-3, punteggio per nulla risolutivo, ma l'impressione è che Ravenna stia per sciogliersi nuovamente. Lo farà, ma non subito, perché, sotto 9-6, riesce a confezionare due break point consecutivi grazie ad un passaggio a vuoto di Solè in attacco e a un muro di Cebulj su Lanza. Chi di muro ferisce di muro perisce, soprattutto se dall'altra parte della rete c'è Trento, che blocca due volte lo stesso Cebulj (con Fedrizzi e Solè). È il momento più bello del set e della partita, perché si vive un po' di tensione, alimentata da un ace di Klapwijk e da un ace di Sokolov, che Santi non vede ma il videocheck sì. È il punto decisivo, perché Ravenna si blocca e comincia a lasciare strada alla Diatec, che scatena il braccio di Fedrizzi e Sokolov per portarsi sul 20-15, un punto particolarmente spettacolare, perché figlio di due difese molto complicate. Il set si chiude con una battuta in rete di Klapwijk.
Ravenna se ne va in panchina con il 36% in attacco contro il 68% di Trento, una differenza abissale scavata dai giocatori di palla alta, che proprio non ingranano: 38% Tillie, 33% Klapwijk, 0% Cebulj.
Anche nel terzo è 25-19, uno schema che si ripete
Dopo le due batoste, Lucchi prova a cambiare qualcosa e manda in campo Cricca al posto di Cester, anche se non pareva fossero i centrali il problema del gioco romagnolo. I tentativi di cambiare qualcosa in posto-4, d'altronde, erano falliti nel corso del secondo set, quando Koumentakis aveva combinato poco. Si comincia con il piatto più gettonato di giornata, il muro sui laterali Tillie (Lanza) e Cebulj (Sokolov), ma il passaggio fatale per la Cmc avviene quando Cricca sbaglia l'attacco e Solè trova l'ace su Cebulj. Per la verità sul 3-2 la Cmc è anche sfortunata, perché la coppia arbitrale non si accorge che l'attacco di Sokolov finisce sull'antenna di posto-2 e trasforma un 3-3 in un 4-2. Tuttavia, quando si trova sotto 11-7, ha ancora qualche cartuccia da sparare e lo fa capitalizzando l'unico momento di appannamento di Sokolov, che si fa murare da Cricca e spara out, poi imitato da Suxho, che commette un fallo di invasione. Tre break point consecutivi la Diatec non li aveva mai incassati in questo match, ma dopo il doppio time out, discrezionale e tecnico, riprende a macinare gioco. Il break del 14-12 è un pallonetto di Birarelli in posto-4, un tocco che l'amico Baretto aveva scommesso sarebbe riuscito a recuperare qualora lo avesse giocato: scommessa perduta... Il finale è una volata verso il successo, che vede esclusivi protagonisti Fedrizzi e i due centrali, cercati a ripetizione da un Suxho ispiratissimo.
Cosa ci è piaciuto
La capacità di gestire senza alcun problema l'uscita di scena di Ferreira, che si è riposato in vista del match di dopodomani contro il Maaseik, ha rappresentato una bella prova di maturità e ha confermato le qualità di Michele Fedrizzi, che deve lavorare ancora sodo in ricezione e in battuta, ma conferma di possedere un salto e una velocità di braccio esplosivi. Il suo 83% in attacco (10 su 12) è stata la nota più positiva di ieri, unita alla prova super di Colaci (79% di positive e 50% di perfette) e dei due centrali, (15 su 21 in attacco, gran bel bottino). La scarsa incisività di Ravenna al servizio ha aiutato molto il cambio palla trentino, che ora deve cominciare a preparare scontri ad altissimo livello con Macerata e (speriamo) Belgorod in programma nelle prossime settimane.
Cosa non ci è piaciuto
Nelle file trentine è difficile individuare qualche pecca. Gli errori in battuta sono sempre troppi in relazione al numero di ace (13/3), ma questa è ormai una caratteristica costante di questo gruppo, alla quale probabilmente bisognerà fare il callo di qui alla fine della stagione. Più interessante scrutare nella metà campo ravennate, dove abbiamo visto un gruppo che ancora non ha trovato i propri meccanismi di gioco. Il servizio non è all'altezza della situazione, mentre in posto-4 Tillie appare un po' "leggero" e Cebulj è molto stanco, l'ombra di quello visto nel match di andata. Toniutti non sembra ancora padrone della squadra, anche quando Klapwijk tutto sommato non demerita, come ieri. Se l'obiettivo dei giallorossi, come ha dichiarato Mengozzi a fine match, rimane quello di qualificarsi per i playoff, di strada da fare ne rimane parecchia.