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Coppa Italia: luci e ombre del ko trentino contro Piacenza

Pur con i suoi limiti tecnici di questa stagione e con tre giocatori riportati in campo dopo settimane di stop, la Diatec ieri pomeriggio ha tenuto testa a Piacenza e con un po' di accortezza in più in alcune fasi del match avrebbe potuto portarlo al tie break senza che nessuno potesse dire alcunché. Purtroppo alcune sbavature in situazioni semplici e un netto differenziale pagato alla Copra al servizio hanno impedito alla Trentino Volley di poter provare ad imitare Perugia, brava a sovvertire il pronostico nell'altra semifinale contro una Lube che ha fatto harakiri a match praticamente vinto.

Lanza al servizio (foto Giuliani)
Lanza al servizio (foto Giuliani)

Nel primo set il motore gialloblù si ferma sul 21-19
C'è curiosità in avvio, intorno alle condizioni di Sokolov, Birarelli e Ferreira, i primi due al rientro dopo 40 giorni di stop. Roberto Serniotti decide di schierarli tutti e tre, ritornando al sestetto base, mentre dall'altra parte della rete Zlatanov rimane in panchina, sostituito da Kaliberda. Dunque gli handicap si distribuiscono equamente nelle due metà campo. Fino al 6-7 le due squadre conquistano il cambio palla con assoluta regolarità, mostrando al PalaDozza una pallavolo di alto livello; il problema trentino è che Lanza, Ferreira e Sokolov a questo punto hanno già sbagliato tre servizi, ovvero hanno già regalato agli emiliani metà dei punti conquistati senza che se li dovessero conquistare. Così appena Fei trova due battute velenose Piacenza scappa via (6-9): muro di Simon su Sokolov e attacco di Vettori. Il giovane opposto azzurro è scatenato e poco dopo porta un ace e un attacco break (contestato dalla Diatec, perché il muro pare non averlo affatto toccato), che sembrano ipotecare la frazione sull'8-13. Trento reagisce alla grande e prende in mano la situazione: muro di Birarelli su Vettori, ace corto di Sokolov su Papi e siamo 14-15. È evidente che quando la battuta funziona la Copra è nell'angolo, perché non ha bombardieri di palla alta in grado di risolvere la situazione. Ed infatti lo schema si ripete sul 18-19, quando tocca a Ferreira estrarre dal cilindro tre battute incisive, che portano al sorpasso (21-19), anche grazie ad un fortunoso ace sul nastro. Piacenza sembra nell'angolo, non conquista un break point dall'8-12, così si aggrappa Simon, il cui servizio manda Sokolov a schiantarsi contro il muro di Papi. Ci può stare, vista la qualità del colpo del cubano, non ci può stare invece che sul 23-23 la Diatec incassi due break point nella rotazione avviata dalle jump float di Papi: l'attacco di Kaliberda e l'errore di Sokolov in attacco vanificano una seconda parte di set giocata a livelli molto alti.
I numeri ci dicono che Piacenza ha attaccato meglio (54% contro 45%), ma anche che la Diatec ha ricevuto con percentuali altissime (85% positive, 75% perfette). Sul piano individuale spiccano, in negativo, il 9% di Sokolov in attacco (2 su 11), in positivo il rendimento dei due laterali in attacco (62% Ferreira, 67% Lanza).

Nel secondo set rompe l'equilibrio Birarelli
La seconda frazione è divertente ed equilibrata come la prima. Anche in questo set nessuno si accorge dell'ampia differenza di classifica che separa le due formazioni e questo è bel segnale per la Diatec. La bella novità è che Sokolov comincia a diventare protagonista, dopo un set di assaggio. Bene fa Serniotti a lasciarlo in campo nonostante i numeri poco incoraggianti nel primo set (e uno come Van Dijk pronto alla bisogna in panchina). Non fosse che il turno al servizio di Papi continua a creare troppi problemi ai campioni d'Italia (tre break point fino al 7-9), ci sarebbe poco da appuntare al gioco trentino, anche quando Colaci incassa un ace da Vettori (9-12). A suonare la carica è Ferreira, che prima conquista il break dell'11-12 con un attacco violento, poi con il servizio mette le basi per il muro di Sokolov (13-13). Set riaperto, ma anche stavolta con immediato calo conseguente, che riporta avanti Piacenza per 19-22 con la complicità di Solé, che commette un'invasione gratuita vista dal videocheck. Dopo il cambio palla Birarelli veste il mantello di Superman e chiude da solo il set, lasciando di stucco i 5.600 del PalaDozza: mura per tre volte Papi (21-22, 22-22 e 24-23), poi attacca con successo per due volte (25-24 e 26-24).
I numeri stavolta parlano di una supremazia trentina in attacco (52% contro 44%) e a muro (6-1). Sokolov attacco con il 60% di efficacia e Vettori si ferma a 36%).

Un devastante attacco di Simon (foto Giuliani)
Un devastante attacco di Simon (foto Giuliani)

Nella terza frazione il servizio di Simon e Fei azzoppa il cambio palla trentino
Piacenza accusa il colpo e reagisce prontamente. Dopo il cambio di campo cambia marcia in battuta e si giova subito di una serie di omaggi trentini: i punti emiliani numero 5, 6, 7 e 8 sono errori di Ferreira (battuta), Suxho (palleggio), Sokolov (battuta) e Birarelli (attacco). Poi, dopo aver murato il possibile 8-9 di Sokolov, Fei si scatena al servizio, mettendo le basi per tre break consecutivi (7-12). A riaccendere una speranza di rimonta ci pensa Ferreira, che accelera a sua volta con la battuta (contrattacco di Sokolov e ace su Papi), dimezzando così lo svantaggio. Due punti rimangono molti (13-15), ma Piacenza non è la corazzata vista qualche settimana prima fra le mura amiche e quindi Trento potrebbe ancora giocarsi le proprie carte, un'eventualità che viene vanificata da quattro battute violente di Simon, che chiudono il set con largo anticipo. Il cubano permette a De Cecco di esultare per un tocco di prima intenzione e un muro su Lanza (dal secondo set finito nella buca in attacco), poi conquista l'ace ed infine tocca Fei murare in solitaria ancora Lanza. Gli scambi dal 13-20 in poi servono solo per i referti federali.
L'attacco trentino risulta poco efficace, ma non disastroso (43% contro il 48% di Piacenza), la differenza appare però macroscopica a muro (0-5). Altro problema la scarsa efficacia dei due posti-4 Ferreira e Lanza (3 palloni messi a terra su 10).

L'ultima frazione la decidono Kaliberda e gli errori della Diatec
Trento non è ancora battuta e infatti nella quarta frazione vorrebbe reagire, ma l'avvio non è confortante. La Copra ha dalla sua una superiorità al servizio che condiziona tutto ciò che succede in campo. Dopo aver pagato dazio alle battute di Papi nel primo set, a quelle di Fei e Simon nel terzo, ora è la volta di quelle di Vettori, che portano il punteggio dal 3-3 al 3-6. Cambiano i protagonisti dalla linea dei nove metri, non la sostanza per la Diatec, che non ha i mezzi per rispondere come dovrebbe e vorrebbe. Non c'è solo questo: nei primi 6 punti biancorossi ancora una volta tre sono gentili omaggi trentini: tutti e tre in attacco (Sokolov, Ferreira e Solè senza muro davanti). Come un giano bifronte, i ragazzi di Serniotti sanno anche reagire e lo fanno grazie alle battute di Ferreira, al muro di Lanza e alla stoccata di Sokolov (7-7). Non c'è dubbio il set è molto divertente per il pubblico, perché si vedono gesti tecnici e atletici di alto livello in campo. All'ace di Simon risponde quello di Sokolov, lampi equamente distribuiti fra le due parti. Sul 14-15 la Diatec potrebbe mettere la freccia, dato che Sokolov porta due break point di fila (16-15), ma subito dopo Suxho sbaglia il terzo servizio, interrompendo la serie. Ne approfitta Kaliberda, la cui jump float, fino ad allora irrilevante, decide il set, anche per l'incapacità della ricezione trentina di gestirlo. Da tre tocchi approssimativi nascono la comoda pipe dello stesso Kaliberda, l'errore di Sokolov e persino l'attacco di Papi. Sul 16-19 Trento può ancora giocarsi le proprie carte, ma le basi per farlo sono fragili. Lanza si fa murare ancora da Fei due potenziali attacchi break: quello del possibile 20-20 e quello del possibile 21-21, chiudono un muro di Kaliberda su Sokolov e un attacco dello stesso giocatore tedesco, in entrambi i casi aiutato dalle battute di Fei.
Il quarto set, per i numeri, è quello dei 5 errori trentini, contro uno solo della Copra e del 40% in attacco (contro il 44%).

Il rammarico di Sokolov (foto Giuliani)
Il rammarico di Sokolov (foto Giuliani)

Guardando avanti
In conclusione ci sentiamo di affermare che non bisogna gettare via il bambino con l'acqua sporca. La Trentino Volley non è società abituata ad uscire in semifinale da una competizione come la Coppa Italia, ma la squadra di questa stagione difficilmente avrebbe potuto fare di più. Il rammarico principale sta nel fatto che con un Sokolov in forma fin dal primo set e senza l'errore di Sampaolo, che ha inventato un tocco del muro trentino su Vettori, probabilmente la Diatec avrebbe fatto propria la prima frazione. Il deficit che paga in battuta, invece è un elemento strutturale di questa squadra, sul quale a questo punto della stagione c'è poco da fare. Quello che invece Serniotti può e deve chiedere ai propri giocatori è la capacità di limitare l'errore diretto (attacco e invasioni), che ieri ha fatto la differenza. Non si possono regalare 30 punti in quattro set all'avversario: sono troppi. Lavorando su questo aspetto e considerando il fatto che i tre giocatori appena rientrati hanno ora energie fresche da gettare in campo per i playoff, si può comunque pensare che nelle prossime settimane la Diatec possa diventare un brutto cliente per chiunque, anche per Macerata nel caso in cui le due formazioni si dovessero trovare in semifinale come da pronostico.

Autore
Andrea Cobbe
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