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Diatec ancora a picco, il periodo nero si allunga

Dopo un mese e mezzo ci si ha quasi fatto il callo. Ma questo non significa che si possa accettare di buon grado che una squadra titolata come la Diatec Trentino possa inanellare prestazioni negative su prestazioni negative come sta facendo dal 2 febbraio ad oggi. I ko senza storia, da quella data fatidica, sono diventati sette, incassati a Macerata, a Belgorod, in casa con Cuneo in casa con lo stesso Belgorod, in casa con Modena, a Piacenza, in casa contro Perugia. Sette incontri nei quali i campioni d'Italia sono andati al massacro senza avere le armi per combattere contro gli avversari di turno. Unici lampi, in questa fase, il 3-2 di San Giustino, il 3-1 contro Vibo, l'onorevole sconfitta contro Piacenza in semifinale di Coppa Italia. Per una piazza come Trento non è facile digerire una serie di questo tipo, che non ha precedenti nemmeno nei primi anni Duemila, quando la società era nuova nel salotto della A1 e il campionato ospitava quasi tutte le stelle mondiali del volley.
Il crollo è coinciso con una serie di infortuni, d'accordo. Sokolov e Birarelli fuori per 40 giorni, Szabò mandato a casa a metà stagione, poi i problemi al ginocchio di Suxho, quelli al piede di Ferreira, ieri lo stop precauzionale di Lanza. Tuttavia si può perdere anche giocando una pallavolo dignitosa, cosa che in troppe circostanze non è avvenuta. Come ieri, quando la Diatec ha fatto da vittima sacrificale contro una Perugia che ha giocato una normale partita di pallavolo, trovando ben poco dall'altra parte della rete. In particolare in battuta e in ricezione, dove se ne sono viste di tutti i colori.

Una squadra senza equilibri
La coppia di banda composta da Fedrizzi e De Paola aveva compiti ben precisi: il primo avrebbe dovuto portare punti in attacco e in battuta, approfittando di un'altra bella occasione per guadagnarsi la fiducia della società, il secondo avrebbe dovuto tenere botta in ricezione. Per questo era stato riportato a Trento in estate come quarta banda. La realtà si è rivelata ben diversa: Fedrizzi ha chiuso con un modesto 35% in attacco (7 su 20) e con la bellezza di 8 battute sbagliate, De Paola ha finito per rendersi utile soprattutto in battuta, disputando però una pessima prova in ricezione. Se a questo mezzo disastro della linea di posto-4 uniamo la giornata anonima dei centrali si capisce perché da un certo punto poi anche Sokolov ha smesso di crederci. A pochi giorni dall'inizio dei playoff ciò che preoccupa non sono le assenze, dato che tutti i giocatori saranno disponibili per l'andata dei quarti di finale, quanto il fatto che la qualità di gioco vista fino al termine del girone di andata sembra ormai un miraggio. Nel girone discendente, terminata la lunga spinta portata dal Mondiale per club, tutti i singoli sono peggiorati mentre le altre squadre continuavano la propria crescita lenta ma costante.

La cronaca del match di ieri
Il racconto dell'incontro si liquida abbastanza in fretta. Il primo set comincia mostrando i motivi dominanti: Buti va al servizio e trova subito tre break point, uno dei quali è un ace su De Paola. Poi sul 3-8 Sokolov commette un errore in attacco e si va sul 3-8 senza colpo ferire. Dopo un attacco e una battuta sbagliata da De Paola va in battuta Della Lunga, schierato al posto di Vujevic, che propizia un errore di Birarelli e trova un ace su Fedrizzi. Siamo 6-12 e la frazione è già finita.
Nel secondo set si vede qualche sprazzo di gioco in più nelle file trentine, ma Perugia ha sempre il pallino del gioco in mano. Quasi ad ogni turno di battuta raccoglie almeno un break point, in una occasione addirittura con una difesa di Della Lunga, che va a cadere indisturbata nel campo trentino. Roba da minivolley. La difesa è proprio uno dei fondamentali che gira peggio: dietro al muro i gialloblù non ne prendono una, anche quando non si tratta di stoccate irresistibili. De Paola e Fedrizzi sono spesso fuori posizione oppure non si intendono sulle competenze. Emblematici sono gli ace dei centrali Semenzato (su Colaci) e Buti (su De Paola), con altrettante jump float, poi arriva anche quella di Atanasijevic (10-16) e il set si chiude anzitempo.
Nel terzo set Perugia allenta la pressione, comincia a commettere tanti errori e la Diatec ne approfitta, aiutata dall'ingresso di Sintini, che dà un po' di ordine al gioco. Tre dei primi quattro punti trentini sono omaggi avversari, così come il break del 7-5 (fallo di Atanasijevic), ma basta che Sokolov sbagli un attacco e commetta un fallo di posizione per riportare avanti Perugia (8-10). Le due squadre si scambiano omaggi a ripetizione, a beneficiarne è la Diatec, che si porta sul 16-14 grazie a Sokolov, anche se il punto decisivo è un muro di Fedrizzi su Atanasijevic (19-17). Nel finale lo schiacciatore trentino festeggia l'unico ace di giornata, il resto la fa ancora Sokolov.
Partita riaperta? Macché, alla Sir basta ricominciare a giocare una pallavolo appena ordinata per riprendere il controllo della situazione. Un buon turno in battuta di Burgsthaler, unito a due errori ospiti, illude i padroni di casa di poter concedere il bis (6-3). Petric trova l'unica serie degna di nota al servizio e riporta avanti i suoi, supportati da un buon muro (6-8). Da qui in poi la disfida diventa nuovamente ingiocabile per Trento, che palesa tutti i propri limiti. Sul 7-10 entra Van Dijk al posto di Sokolov, la Diatec regge fino al 10-10 grazie a un muro di Sintini, ma poi paga dazio alle jump float di un centrale (stavolta è Barone), tanto per cambiare e non ne esce più. L'ultimo punto del match è una battuta a mezza rete di Fedrizzi, che potrebbe essere anche la copertina del match.

Autore
Andrea Cobbe
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