Prima vittoria per l'Argentario, ko Ata e Torre
Che quest’anno la B2 femminile potesse essere un campionato bello interessante diversi “analisti” lo dicevano ancora quest’estate. Ma che potesse essere così duro l’impatto delle tre formazioni trentine non tutti lo credevano possibile. Questa sesta giornata ha consegnato ai sestetti di casa nostra la prima importante vittoria (Argentario), un po’ di amaro in bocca (Ata Domonet) e una stop davvero inatteso (DeltaDator Torrefranca).
QUI DELTADATOR TORREFRANCA - A Mattarello si sperava che la vittoria nel derby con l’Ata avessa chiuso il periodo difficile, dando qualche sicurezza in più alle biancoblù. Invece in casa della Godigese, buona squadra di certo dalla seconda linea molto solida e che si conosce a memoria ma sempre una neopromossa con ambizioni diverse da quelle del Torrefranca, è arrivato un ko che brucia assai. La squadra è senza cambi su palla alta e questo pesa molto, soprattutto in una fase di gioco ancora non rodata del tutto. Koja vuole un gioco veloce e la Marchesini è la regista che può concretizzare questo gioco, ma l’assenza forzata di circa un mese dell’alzatrice bolognese ha rallentato di molto il trovare l’intesa giusta in campo con le nuove compagne. Il feeling è ancora da perfezionare e in un momento nel quale le giocatrici di palla alta stanno faticando questo complica tutto. Feeling da perfezionare soprattutto con le centrali, potenziali bocche da fuoco per la squadra di Mattarello ma che hanno bisogno di due palle molto diverse fra loro e di lavorare ancora per trovare il giusto ritmo con la nuova regista. Barbi da opposto è più libera che da posto-4, non ha più il peso della ricezione ed a muro può farsi sentire più presente, ma ancora deve calarsi del tutto nella parte soprattutto per quel che riguarda la varietà dei colpi in attacco alternativi alla tanto amata diagonale. Bortolotti e Gasperotti sono giocatrici più ricettrici che attaccanti, che giocando in velocità possono fare male anche in attacco ma devono ancora prendere il ritmo giusto. Ed in questa fase ritardata di “rodaggio” sbagliare troppo può essere normale, peccato che la maggior parte delle altre squadre ormai questa fase l’abbiano superata ed abbiano trovato il loro gioco, cosa che porta a sbagliare poco. Pochi errori delle avversarie più troppi del Torrefranca, uguale set e punti che vanno su per il camino. In più il fatto di non poter cambiare praticamente niente (ultimo in ordine cronologico il problema di torcicollo a Francesca Bortolotti che ha tolto un altro possibile cambio) se non una centrale costringe il DeltaDator ad allenarsi a ritmo ridotto, rallentando il lavoro di sistemazione del gioco. Alle biancoblù servirà ancora un po’ di tempo per sistemare il proprio gioco, anche se le assenze di Casagrande e Sani si protrarranno sino almeno a gennaio.
QUI ATA DOMONET - Che la squadra giochi di suo e sappia approfittare dei punti deboli delle avversarie se ne erano già accorte Argentario, Villorba e Torrefranca. Adesso se ne è accorto anche Udine ma, un po’ come è successo altre volte nel recente passato, alle bianconere manca la zampata finale. Avanti un set a zero e poi 18-13 e 22-18 nel secondo set l’Ata non è riuscita a concretizzare quanto fatto sino a quel momento. Manca quel pizzico di cattiveria nei momenti cruciali della partita che potrebbero far girare i set a proprio favore. La squadra è giovane, si potrebbero chiamare “peccati di gioventù”, ma tutto il sestetto titolare la categoria la conosce bene per giocarla da alcuni anni e con un briciolo di convizione e grinta in più questo fiore può sbocciare definitivamente. Probabilmente le troppe sconfitte di questo avvio di stagione non permette alle bianconere, una volta perso un parziale, di tornare in campo comunque con la giusta consapevolezza di poter vincere lo stesso la partita. Nei momenti caldi dei set un paio di errori di troppo pesano anche eccessivamente nella testa di Prandi e compagne, che non riescono a mantenere lo stesso ritmo fluido di gioco sino alla fine. Fronza in seconda linea è la solita sicurezza ed anche Avancini si sta comportando bene, mentre la Prandi di oggi in questo fondamentale offre più certezze rispetto a qualche stagione fa, Gardumi non sempre può giocare palla in mano ma la ricerca dei centrali in fase d’attacco è costante. Quando la ricezione comincia a tossire si punta su una palla alta nella quale Damonte deve ancora trovare la sua regolarità mentre Avancini contro Udine ha probabilmente risentito dell’infortunio rimediato nel derby. La cosa positiva è che la squadra dimostra di giocare, sbaglia molto meno rispetto all’avvio di stagione e le centrali - Adamoli soprattutto - murano e attaccano con buona continuità. Oltre a strappare qualche altro punticino nelle prossime due gare contro altre potenziali grandi come Torriana e Pan d’Este questa Ata Domonet dovrà cercare di trovare la cattiveria giusta. Di capire che anche con squadre più ambiziose “si può fare”, atteggiamento che se trovato potrà poi essere “applicato” anche negli scontri diretti per la salvezza. Ma, si sa, allenare la testa non è così facile come allenare due braccia.
QUI ARGENTARIO MA.F. SRL - E il proverbiale ghiaccio venne rotto. La prima, importantissima, vittoria in B2 per l’Argentario può essere l’inizio di un nuovo corso, la tanto attesa pagina di svolta della stagione. La squadra sta bene, la ricezione con Facenda e Casalini ha trovato due punti di forza indispensabili così come Sala prima o Marconcini poi sono il tassello che chiudono una seconda linea blindata. Questo permette a una Foresti in crescita di smistare il gioco fra due centrali dalle belle potenzialità (Fontanari e Fink) e l’accoppiata di palla alta Facenda-Castellano. Il primo punto conquistato sabato scorso con Vicenza e, adesso, la prima vittoria di Trieste possono essere le carte giuste per far prendere più sicurezze ad un sestetto giovane e, soprattutto, carico di esordienti nella categoria. Certezze nel gioco che si prendono solo giocando e una tranquillità e una carica mentale agevolata dalla vittoria. Sabato prossimo arriverà il neopromosso Meolo, una delle squadre che partite in sordina sta ora disputando un ottimo avvio di campionato (pare che dopo la prima giornata abbiano tesserato in extremis tre atlete svincolatesi dalla categoria superiore). Un’altra buona prova, condita magari da punti o vittoria, vorrebbe dire acquisire ulteriori certezze e sicurezze, utili nell’immediato quanto in futuro. Quando, cioè, la squadra di Napolitano dovrà affrontare diverse fra le big della classe in rapida successione. Se l’atteggiamento e la voglia di fare delle esordienti resterà immutato allora l’Argentario potrebbe essere una squadra “da colpacci” anche contro sestetti che ambiscono all’altissima classifica. Con la testa carica e la giusta tranquillità.