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B2 Femminile

Volano Argentario e Torre, l'Ata ancora sconfitta

Una settima giornata di cose belle e meno belle in B2 femminile. Dopo un lungo “apprendistato” l’Argentario Ma.F. Srl sembra ormai aver assimilato a pieno la nuova categoria, centrando un importantissimo secondo successo di fila. In ripresa, invece, il DeltaDator Torrefranca che ha rispettato in pieno i pronostici: doveva vincere ed ha vinto. La parte amara di questo weekend è rappresentata dall’Ata Domonet, ancora ferma a una sola vittoria in questa prima parte di stagione fra Coppa Italia e campionato.

QUI DELTADATOR TORREFRANCA - Tornare alla vittoria in modo chiaro e netto. Ne aveva bisogno il DeltaDator Torrefranca per dare una spintarella a una situazione complicata. E contro il Libertas San Giovanni Trieste, ultimo in classifica e seria candidata alla retrocessione, è arrivata questa vittoria senza troppi patemi. Anche se ancora le biancoblù hanno inanellato alcuni errori di troppo, ma l’importante era vincere e farlo in modo netto. L’imperativo era evitare quei pericolosissimi cali che già erano costate alcune sconfitte impreviste (leggasi, Novello Vicenza). Prendere tre punti e allontanarsi dalle zone calde, in attesa di poter sviluppare il gioco pensato con un sestetto in campo e qualche cambio a disposizione. Il DeltaDator voleva fortemente vincere e la marea di errori di una squadra leggera come Trieste hanno dato una bella mano. I primi due parziali non hanno mai praticamente storia. Le biancoblù di Mattarello partono sempre forte e prendono cospicui vantaggi sin dai primi scambi. Solo nel terzo set, complice probabilmente un “normale” calo di concentrazione dopo due parziali dominati, un calo delle trentine e alcuni errori di troppo permette a Trieste di stare in gara sino al 20 pari. In questo momento la squadra di Mattarello sta pagando una palla alta ancora non sempre al top, cui manca la continuità necessaria visto il poco tempo di lavoro svolto finora con la nuova alzatrice. La mancanza di cambi non permette la classica sostituzione quando c’è bisogno di muovere un po’ le acque, problema che se con squadre come Trieste non emerge si fa sentire più nettamente contro squadre tecnicamente più attrezzate. La costante, invece, è rappresentata da due centrali come Basadonne e Paolucci in forma e che sembrano - guardando a queste ultime gare - riuscire a trovare una buona intesa tanto con Bortolotti che con Marchesini. Al Torrefranca servono ora alcune vittorie, non tanto per la classifica quanto per prendere quelle sicurezze che poi in campo si fanno sentire assai.

QUI ARGENTARIO MA.F. SRL - Seconda vittoria in campionato per le ragazze di Maurizio Napolitano, che riescono ad imporsi in tre set contro una squadra ostica come l’Elpis Meolo. Una prova di forza e di carattere quella maturata da Marconcini e compagne, che hanno giocato tutte una prova maiuscola. In queste settimane, pensando all’infortunio di Nicolini, si pensava che adesso potesse emergere una certa leggerezza nell’attacco da posto-4, visto che sia Sala che Marconcini sono schiacciatrici più ricettrici che attaccanti. Invece contro Meolo, squadra ben attrezzata proprio su palla alta, entrambe hanno giocato una gara da incorniciare anche in attacco. Senza far rimpiangere le assenze di Nicolini e Facenda, sabato costretta ai box da una contrattura alla coscia. Se la ricezione è ormai una costante positiva, merito anche di una Casalini protagonista di un ottimo avvio di stagione, è proprio in attacco che le cognolotte stanno dimostrando sempre più di essersi ormai abituate alla categoria. Queste contro Trieste o Meolo erano le gare da vincere per Fontanari e compagne, gli scontri diretti da portarsi a casa per continuare a costruire passo dopo passo la salvezza. E così sarà anche contro Verona, altra squadra alla portata delle biancoazzurre della collina. Ma queste vittorie, oltre ai preziosi punti in classifica, sono servite soprattutto per dare morale alle ragazze di Napolitano, in vista di un finale di girone d’andata incandescente. Quando tutte di fila si incontreranno diverse squadre fra le più ambiziose di questo torneo. Morale e convinzione che dovranno poi essere “reinvestiti” in partite delicate, ma da giocare però con la necessaria tranquillità e scioltezza, per tentare di fare qualche colpaccio e mettersi in tasca preziosi punticini.

QUI ATA DOMONET - Il carattere, questo sconosciuto. Ancora una volta l’Ata Domonet ha offerto una bella prova, ha dimostrato di avere belle potenzialità e un gioco efficace ma, proprio sul più bello quando era il momento di chiudere, non ha trovato il colpo risolutore. Non ha trovato quella cattiveria, quel “dammi la palla che ci penso io” che uccide le partite. Sul campo della pretendente grande Torriana, squadra molto fisica e temibile su palla alta quanto a muro, per due set su tre Gardumi e socie sono riuscite a tenersi davanti alle friulane. Così come era già successo nelle ultime settimane con Villorba, Torrefranca e (per metà gara) con Udine le bianconere di via Fersina hanno giocato e sono arrivate a un passo dal chiudere i set. Almeno sino al momento di dare il colpo di grazia alla gara, quando - ancora una volta - è venuta fuori la maggior rabbia agonistica delle avversarie. Quando, insomma, era il momento di tirare fuori gli artigli ed i proverbiali “occhi della tigre”, sono invece uscite paure e timori. Gli “occhi della mucca”, tanto per chiudere la citazione tanto cara a Velasco. E dopo due set persi così nel terzo parziale è arrivato il crollo, a nulla è servito far giocare tutta la rosa e provare a cambiare qualcosa. Quando il morale va sotto i tacchi rialzare la testa è molto difficile per questa squadra. Il sestetto, preso per singoli componenti, la B2 la conosce molto bene per giocarla ormai da anni. Ma ancora non c’è quella tranquillità di tirare comunque anche se la palla scotta. Cosa che viene fuori anche quando il tabellone elettronico recita Ata in vantaggio. Problemi più caratteriali che tecnici quindi e, lo sanno bene anche in via Fersina, allenare il carattere e l’approccio mentale è molto, molto più difficile che allenare il bagher o il palleggio. A questa squadra servirebbero un paio di vittorie di fila, servirebbe vincere per prendere maggiori sicurezze, più consapevolezze che anche se il set va bene o male tutto si può comunque fare. Vincere, soprattutto a livello mentale, è l’unico toccasana per alleggerire la testa da cattivi pensieri che rischiano poi di non andarsene più. A Gradisca d’Isonzo nel primo set e nonostante un attacco non troppo efficace (alla fine solo un 32% per le atine) l’Ata è avanti. Ma, piano piano, le bianconere vengono colte dalla solita confusione e dal “braccino”, così Torriana completa la rimonta. Con Prandi in serata no e spesso sostituita da Pivato anche il secondo set vive lo stesso copione, con l’Ata avanti finchè nel finale non tornano sotto le friulane. E, infine, un terzo set senza storia che lascia tanta amarezza nelle bianconere. Adesso il “ciclo terribile” contro le prime della classe sta ormai per finire, sabato arriverà la delicata sfida con il Pan d’Este Padova e poi per le atine non ci sarà che un solo programma. Vincere nei tanti scontri diretti che accompagneranno le bianconere verso la fine del girone d’andata, per dare così la sterzata definitiva alla propria stagione.

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