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La Diatec ci mette anima e cuore, ma al tie break vince il Kazan

Ci è andata vicinissima a conquistare la quarta Champions League, la Trentino Diatec (nome invertito in omaggio allo sponsor territoriale), l'ha quasi toccata con un dito, ma alla fine il sogno è rimasto tale ed un altro secondo posto, dopo quello in Coppa Italia, si aggiunge a connotare la stagione 2015-2016. Quando si arriva in finale conta solo per vincere, ma probabilmente la realtà sta nel fatto che anche questa volta chiunque fosse arrivato a giocarsela con il Kazan avrebbe fatto la fine dei campioni d'Italia, perché nessuna squadra al mondo in questo momento dispone di un terzetto di palla alta come il suo. Quindi sforziamoci di vedere il bicchiere mezzo pieno e di apprezzare lo sforzo compiuto dai ragazzi di Stoytchev, soprattutto nelle prime due frazioni, giocate vicino alla perfezione. Mikhailov, Leon e Anderson, purtroppo per gli avversari, rendono poco più che burocratica la presenza in campo di un regista (non importa che sia Butko o Kobzar, il cui miglior fondamentale è la battuta) e di due centrali. Basta giocare una palla lenta, veloce o una pipe a favore di uno dei tre, meglio se si tratta dei primi due, per trarsi dagli impicci. Un po' come avviene con Modena, quando si affida a Ngapeth e Lucas. Ciò che è mancato alla Diatec dal terzo set in poi e nella serie contro la Dhl è proprio uno di questi giocatori, ai quali affidare i palloni pesanti, che potrebbe essere Djuric, se solo potesse tenere botta per più di due frazioni, o Urnaut, se riuscisse un giorno a compiere quel piccolo grande passo che separa un ottimo giocatore da un campione.
Ora la Trentino Volley, che ha portato a casa tre posti nel dream team di fine manifestazione (Giannelli migliori regista, Urnaut miglior seconda banda e Solé secondo miglior centrale), deve aggrapparsi alla speranza di riaprire la sfida contro Modena o a quella che la Lube possa riaprire quella contro Perugia per mantenere viva la possibilità di partecipare anche il prossimo anno a questa competizione.

I tifosi trentini presenti alla Tauron Arena di Cracovia
I tifosi trentini presenti alla Tauron Arena di Cracovia

Primo set (25-23), l'attacco trentino fa scintille e al Kazan non riesce la rimonta finale

Alla partenza dai blocchi la Diatec fa subito la voce grossa, portandosi sul 4-1 grazie a un Djuric strepitoso (3 attacchi). Si va al primo time out tecnico sull'8-4 grazie ad un errore di Anderson in attacco. Il Kazan fatica ad ingranare e fatica anche a capire le traiettorie degli attaccanti trentini, tanto che bisogna attendere l'ace su Colaci del regista Kobzar per annotare il primo break point russo sul 14-12, che diventa 15-14 quando Leon supera il muro a tre in ricostruzione. Sembra il preludio al sorpasso, invece, dopo il servizio sbagliato da Anderson, Giannelli difende un pallone violento e Djuric, con un pallonetto intelligente, riporta a +3 i suoi. Antonov sbaglia (18-17), Anderson chiude con uno smash una ricezione lunga dopo una bordata di Leon dai nove metri e Kobzar attacca di prima intenzione. Per la prima volta gli uomini di Alekno sono davanti (19-20), ma ecco il contro-sorpasso, grazie a un bel servizio di Antonov finalizzato da Urnaut (21-20). Un Djuric eroico porta 3 cambi palla consecutivi, poi sul 24-23 Urnaut sfodera dal cilindro un ace decisivo su Anderson.
I NUMERI – Stellare l'attacco trentino (72% contro il 56% del Kazan) in un set in cui stranamente la Diatec non mura (2-0 per Kazan), ma impatta gli ace (2-2). L'80% di Djuric è il numero più rilevante, ma anche Mikhailov non scherza affatto (71%). In ricezione liberi super (100% Verbov, 83% Colaci).

Secondo set (25-22), la battuta della Diatec fa la voce grossa, Djuric e Urnaut ancora eccezionali

Un ace di Leon apre in maniera rabbiosa la seconda frazione, ma non spaventa più di tanto la squadra trentina, che risponde beffardamente con un ace di Van de Voorde sul libero Verbov (4-5). Basta che Urnaut sbagli una ricezione per vedere Mikhailov andare a segno (6-5), poi sul 7-6 è bravo Stoytchev a chiamare il videocheck, che trasforma un attacco lungo di Djuric in un punto grazie ad un tocco del muro. Si arriva a forza di cambi palla sull'11-11, quando Trento dà il meglio di sé: Van de Voorde silura ancora Verbov con il servizio (11-12), poi Giannelli comincia uno show al servizio (muro di Solé su Gutsalyuk e doppio ace, il secondo con l'aiuto del nastro), che spinge la Diatec sul 12-16. Djuric e Butko (entrato in regia al posto di Kobzar dal finale del primo set)) si scambiano doni, poi Leon mitraglia la ricezione trentina costringendo all'errore Djuric e Antonov e offrendo a Gutsalyuk l'opportunità di murare lo stesso Oleg). I russi sono ora a -1 e fanno paura, ma un provvidenziale muro di Antonov su Anderson dà coraggio alla squadra di Stoytchev, che vede la possibilità di portarsi sul 2-0 e non se la lascia sfuggire, trovando un break con Djuric dopo l'ennesima bella battuta di Van de Voorde e l'attacco finale di Urnaut.
I NUMERI – I due attacchi viaggiano appaiati (63% Trento, 61% Zenit), ma sono gli ace (4-1) la vera arma in più della Diatec. Le due ricezioni fanno a gara a chi fa peggio (24% Trento, 28% Zenit). Leon attacca senza ombre (5 su 5), ma anche Djuric e Urnaut giocano alla grande (8 su 12 in due).

Il cubano Wilfredo Leon supera in diagonale il muro trentino
Il cubano Wilfredo Leon supera in diagonale il muro trentino

Terzo set (17-25), il vento cambia bruscamente direzione

Ora il Kazan non può più sbagliare nulla e parte con decisione (0-2) grazie alla solita battuta di Leon. Poi passa il testimone a Mikhailov, che prima mura Urnaut e poi lo fa secco in battuta (5-8), ma ancora meglio fa Leon con due ace consecutivi su Colaci e Antonov (6-11). Un altro ace di Mikhailov su Antonov rende già ingiocabile la frazione per la Diatec (11-17), che conquista l'unico break point grazie ad un muro di Van de Voorde. Nel finale Leon mette a terra ogni pallone che gli viene servito e il Kazan chiude per 27-17 senza alcuna difficoltà.
I NUMERI – La Diatec attacca con percentuali che non ti aspetti (63%) per un 17-25, ma il Kazan vola sulle ali del 70% senza alcun errore. In battuta la differenza è netta (4-0 per i russi).Dopo due set di apatia si sveglia Antonov in attacco (4 su 4).

Quarto set (25-27), gli errori condanno la Diatec

Si riparte con un ruggito trentino (3-0), figlio di due invasioni russe e di un attacco di Antonov, ma lo slancio viene subito neutralizzato da un attacco di Anderson e da un muro dell'americano su Djuric, che comincia a mostrare le corde (0% già nel 3° set), infatti un suo errore manda sul 4-5 il Kazan. A restituire speranza alla Diatec ci pensano ancora le battute di Van de Voorde e Giannelli, con la complicità di un'intuizione di Solé (muro su un pallonetto di Leon), un fallo al palleggio di Butko e un attacco di Urnaut. Siamo 10-7 per i campioni d'Italia e questo è il momento in cui si trovano più vicini al titolo europeo. Poi cominciano i problemi: Leon batte forte e Anderson fa 11-10, Mikhailov si incarica di portare il punto della parità e poi due servizi di Butko mandano ancora il tilt il cambio palla trentino (ace su Urnaut e singolarissimo fallo di Giannelli in bagher). Tutto fila liscio, per i giocatori di Alekno, fino al 19-17, quando una strepitosa difesa di Colaci e un gran servizio di Urnaut permettono ad Antonov di conquistare due break e la parità sul 19-19. Poi un ace per parte (Leon e Van de Voorde). Sul 22-22 uno degli episodi decisivi: Butko cerca di sorprendere la Diatec con un palleggio verso la riga esterna di posto 2, la palla sembra out, ma un videocheck richiesto da Alekno e rivisto mille volte dal secondo arbitro assegna un discutibilissimo punto ai russi, dato che la sfera è interamente out, solo una sua proiezione può essere vista in campo. Nonostante le proteste di Stoytchev si va 23-22, che diventa 24-22 a causa di un errore di Antonov in attacco, ma un muro di Van de Voorde su Anderson regala un incredibile 24-24. Sul 25-25 Mikhailov va a segno e poi Urnaut colpisce l'antenna, anche perché gli arriva un'alzata pessima.
I NUMERI – In attacco non c'è partita (52% contro 39% per il Kazan), ma sono soprattutto gli errori su azione 4-0 a condannare la Diatec. Djuric sparisce dal campo (0 su 9), Urnaut da solo (63%) non può reggere. Mikhailov gira a mille (78%).

Un palleggio di Giannelli per Djuric
Un palleggio di Giannelli per Djuric

Quinto set (13-15), il Kazan vince la prova di forza su palla alta

Solo cambi palla fino al 5-4, il primo break point è uno spettacolare muro di Giannelli su Leon (6-4), che accende l'entusiasmo della tifoseria trentina. Purtroppo sul 7-6 Djuric commette invasione di linea in attacco e regala il contro-break. Si arriva sul 9-9, quando Aschehev ricorda a tutti la propria esistenza, murando un Djuric ormai decotto (10-9) e poco dopo una bordata di Mikhalov perfora di forza il muro trentino per il 10-12. Sull'11-12 Bratoev cerca la riga di fondo campo in battuta e sembra trovarla, ma l'arbitro dice no. Stoytchev chiama il videocheck, che non chiarisce, tanto la sfera appare vicina alla riga, ma Huhtaniska è irremovibile. Antonov tiene in vita le speranze trentine murando alla disperata su Leon (13-12), poi sul 14-13 una balla battuta di Van de Voorde costringe il Kazan ad appoggiare in bagher la più comoda delle free-ball nel campo trentino, ma lo stesso Van de Voorde incredibilmente sbaglia la misura dell'appoggio in bagher costringendo Giannelli a un miracolo per alzare su Urnaut, che non ha il coraggio di tirare a tutto braccio: il pallonetto è facile preda di Mikhailov, poi l'inevitabile palleggio in posto-4 per Leon porta all'inevitabile diagonale vincente del cubano che chiude il match.
I NUMERI – Il Kazan attacca con percentuali stellari (75%), la Diatec si difende (50%). Parità assoluta per muri (2-2), ace (0-0) ed errori su azione (0-0). Mikhailov, Anderson e Leon fanno 7 su 10, Djuric, Antonov e Urnaut 4 su 11, la differenza è tutta lì.

Foto finale, senza tanti sorrisi, per la Trentino Diatec d'argento
Foto finale, senza tanti sorrisi, per la Trentino Diatec d'argento

Il tabellino

ZENIT KAZAN - DIATEC TRENTINO 3-2 (23-25, 22-25, 25-17, 27-25, 15-13) tot. 112-105
ZENIT KAZAN: Kobzar 2 (1a+0m+1b), Anderson 14 (13a+1m+0b), Ashchev 5 (4a+1m+0b), Mikhailov 22 (18a+2m+2b), Leon 27 (23a+0m+4b), Gutsalyuk 4 (3a+1m+0b), Salparov (L1) 0, Verbov (L2) 0, Butko 2 (1a+0m+1b), Demakov 4 (4a+0m+0b); n.e. Babichev, Poltaev, Kuleshov e Spiridonov. All. Vladimir Alekno
DIATEC TRENTINO: Giannelli 9 (6a+1m+2b), Urnaut 16 (15a+0m+1b), SolŽ 6 (4a+2m+0b), Djuric 17 (17a+0m+0b), Antonov 14 (13a+1m+0b), Van de Voorde 9 (4a+3m+2b), Colaci (L) 0, Bratoev 0 (0a+0m+0b), Lanza 1 (1a+0m+0b), Mazzone D. 1 (0a+0m+1b); n.e. De Angelis e Mazzone T. All. Radostin Stoytchev
ARBITRI: Huhtaniska (Finlandia) e Collados (Francia)
DURATA SET: 32', 29', 24', 35', 19'; tot. 2h19'
NOTE: Spettatori 11.000, incasso euro , mvp Leon; ammoniti
PUNTI: Kazan 67 att., 5 muro, 8 batt. - Diatec 60 att., 7 muro, 6 batt.
ERRORI: Kazan 7 azione, 25 batt. - Diatec 11 azione, 21 batt.
PERCENTUALI: Kazan 60% att., 49% ricez. pos., 29% ricez. perf. - Diatec 56% att., 41% ricez. pos., 33% ricez. perf.

I tre giocatori trentini inseriti nel top team della final four
I tre giocatori trentini inseriti nel top team della final four

I premi individuali della final four

  • Miglior Grebennikov (Civitanova)
  • Miglior regista: Giannelli (Trentino)
  • Miglior opposto: Mikhailov (Kazan)
  • 1° centrale Holmes (Resovia)
  • 2° centrale Solé (Trentino)
  • 1° schiacciatore Leon (Kazan)
  • 2° schiacciatore Urnaut (Trentino)
  • Mvp assoluto: Leon (Kazan)
Autore
Andrea Cobbe
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