Il Volano perde lo scontro diretto contro Cerea e ora trema
Nemmeno il tempo di prendere fiato dopo l’importante successo conquistato sul campo dello Schio, che il Volano si ritrova nuovamente penultimo in classifica quando il momento in cui Big Ben dirà stop si fa sempre più vicino. Lo scontro diretto casalingo di sabato scorso contro Cerea aveva un’importanza capitale per dare un seguito alla vittoria esterna di sette giorni prima e per mettere definitivamente dietro almeno due squadre (l’altra è il Promoball) delle tre che servono per poter conquistare la salvezza, invece il Rothoblaas è tornato a fare i conti con paure, insicurezze e fragilità, finendo per concedere alla squadra veronese il primo successo esterno da tre punti della stagione, il secondo in assoluto. Un 1-3 (14-25, 25-21, 14-25, 25-27) molto pesante per la classifica, frutto di due set imbarazzanti delle biancorosse, persi a 14, e di un quarto ceduto calando le braghe quando una circostanza favorevole (una decisione arbitrale da videocheck) aveva regalato loro l’unico match ball della serata, innervosendo pure oltre misura le avversarie. Tutto inutile.
Nella giornata in cui le due centrali lagarine hanno giganteggiato, realizzando 11 muri in due e mettendo a terra 15 palloni in attacco, e in cui Monika Costalunga ha tenuto in piedi ricezione (63%) ed attacco di palla alta (35%), sono venute meno tutte le altre schiacciatrici, da Petruzziello a Bacchin, dall’acciaccata Ferrari all’ultima arrivata Cantaluppi, il cui finale di quarto set è stato da tregenda (due attacchi out e un muro subito). Ciliegina sulla torta, sull’8-7 del quarto parziale si è anche infortunata Agbortabi (sospetto stiramento), la cui presenza nelle ultime due partite di campionato è quindi fortemente in dubbio.
Per capire in quale circolo vizioso si sia cacciata la squadra di Luca Parlatini nel girone di ritorno anche questa volta basta fare qualche paragone fra il match di andata, vinto dal Volano per 3-1 senza le varie Petruzziello, Pinarello e Cantaluppi, contro un Cerea al completo, e quello del ritorno, nel quale le lagarine hanno invece potuto contare su tutte le frecce del proprio arco, mentre le veronesi stanno affrontando il finale di stagione senza l’opposta titolare (l’infortunata Bernabè), peraltro ottimamente sostituita da Cervellin. Nonostante questo hanno restituito il 3-1 del 20 dicembre.
A rendere ancora più fosco il panorama generale sono arrivati i successi pieni di Brembo contro Vicenza, Don Colleoni contro Promoball e Conegliano sul campo del Lecco, che hanno reso la situazione a dir poco critica. Con due successi contro lo stesso Don Colleoni (in casa) e sul campo di un’Arena Volley ormai appagata il Volano può ancora salvarsi, nonostante tutto, ma non certo giocando come sabato.
La cronaca
Le padrone di casa si schierano con Pinarello al palleggio, Petruzziello opposta, Ferrari e Costalunga in posto 4, Tomasetig e Agbortabi al centro, Pierbon libero. La squadra ospite non ha molte possibilità di scelta e va in campo con Valentina Caruzzi in regia, Vittoria Cervellin opposta, Camilla Cornelli e Valeria Priore schiacciatrici, Teresa Peloso e Giorgia Bulla centrali, Sara Bovolenta libero.
A spazzare via subito l’illusione di poter rivedere una sfida simile a quella di Schio, dove il Rothoblaas aveva incontrato un team fin troppo “molle” per essere vero, ci pensa il 2-6 iniziale, prodotto dalla coppia Cervellin – Peloso, con 4 attacchi e un muro su Tomasetig. È già tempo del primo time out di Parlatini. Dopo pochi scambi Cerea dà un altro colpo di acceleratore con i servizi di Priore, combinati con gli errori di Ferrari e Petruzziello e con un facile tocco di Bulla, tanto che sul 6-12 si annota il secondo time out biancorosso. Cantaluppi prende il posto di Petruzziello, ma è tardi per rimediare ed anzi l’Isuzu piazza un altro break di 0-4 con le battute al salto di Cornelli, che rendono il punteggio improponibile: 9-20. Poi si passeggia fino al 14-25 finale fissato da un errore di Cantaluppi.
Impietosi i numeri della frazione, che mostrano l’inoffensività dell’attacco di casa (5 punti contro 14), alla quale si aggiungono 2 errori complessivi in più (8-6). Pari il blocco muri – ace (3-3).
La seconda frazione inizia nello stesso modo in cui era finita la prima, ovvero con uno 0-4 a favore delle veronesi, che ricostruiscono con continuità. In campo ora c’è Bacchin nel ruolo di contromano, terza opzione dopo Petruzziello e Cantaluppi. Il Volano stavolta reagisce e lo fa con gli attacchi di Costalunga, un ace sul nastro della stessa Bacchin e un errore di Peloso in attacco (6-6), poi riesce a portarsi per la prima volta in vantaggio (11-10) a forza di muri, il fondamentale che sta funzionando meglio in questo periodo e forse nell’intera stagione. Tre errori quasi in serie di Pinarello (battuta), Bacchin (invasione) e Agbortabi (altra invasione) rischiano di demolire il tutto (11-13), ma poi il Volano riesce a costruire un break di 5-0 con Gostner in battuta, che ribalta il tavolo: un errore della discontinua Cornelli, due muri di Tomasetig su Cervellin e Conrelli, un ace sulla riga di fondo e un attacco di Costalunga portano il punteggio sul 17-14. Cerea ha la forza di riagguantare la parità a quota 19 con l’indiavolata Priore sugli scudi, ma poi due battute di Cantaluppi, entrata solo per servire, permettono a Ferrari (attacco) e Agbortabi (muro su Priore) di vedere la luce (22-19). Tre punti dell’indiavolata Agbortabi (due muri e un primo tempo) consegnano la frazione al Volano: 25-21.
Si tratta di un set nel quale le veronesi fanno comunque più punti in attacco (13-15) e sbagliano meno (6-4), ma vengono sepolte dal 6-0 a muro e dal 2-0 al servizio.
Sull’1-1 i giochi sono ancora apertissimi. La terza frazione si apre con batti e ribatti (da 0-3 a 3-3), poi le due formazioni rimangono sempre vicine, muovendo però il tabellone in maniera diversa, ovvero il Volano con i muri, il Cerea con gli attacchi. Dal 7-7 si arriva all’8-11 con un errore di Ferrari e gli attacchi di Cornelli e Bulla, poi il Rothoblaas cede di schianto, come un albero abbattuto: 10-15 con Caruzzi in battuta, 11-21 con i servizi al salto di Cornelli, che esaltano la capacità ospite di ricostruire e andare a segno con Priore, capace pure di firmare un muro sulla fast di Tomasetig. Oltre ai due time out in questo lasso di tempo Parlatini si è anche giocato le carte dell’ingresso di Cantaluppi per una dolorante Ferrari e di Zara per Pinarello in regia. Tutto inutile in una situazione così compromessa e non stupisce che a chiudere il set con un altro impietoso 14-25 siano due errori trentini e un ace di D’Iseppi su Pierobon.
La solita superiorità in attacco delle scaligere (9-13) non spiega da sola un divario così ampio, serve anche molto altro, rappresentato da uno 0-3 al servizio e soprattutto da un tombale 8-2 alla voce errori.
La quarta frazione è la più godibile, perché il punteggio rimane in equilibrio fino alla fine, anche se il finale è amarissimo. Il Rothoblaas, schierato sempre con il trio Ferrari, Costalunga e Bacchin, inizia con grande impeto (5-1), trascinato dalle centrali e da un altro ace di Bacchin, al quale risponde quello di Peloso. Costalunga manda fuori l’attacco del possibile 8-5, poi ci pensa Bulla con una fast a completare l’operazione aggancio (7-7). L’azione che porta all’8-8 lascia un segno pesante sul match, perché quella in cui Emanuela Agbortabi si accascia al suolo dopo un muro per una contrattura alla coscia sinistra.
Entra Chiara Giacomelli, che commette subito un’invasione, poi un attacco di Cervellin suggerisce a Luca Parlatini a fermare il gioco (9-11). La lotta è furiosa ed è tutta di nervi, vista l’altissima posta in palio. Cantaluppi prende il posto di Ferrari e dalla linea dei nove metri mette in grossa difficoltà la ricezione ospite: errore di Cervellin, smash di Tomasetig, ace su Cornelli, altro smash di Tomasetig e siamo 16-13. Cerea è in difficoltà e subisce altri due break per mano di Costalunga (18-15) e Giacomelli, che mura Cornelli (21-17). Tutto sembra condurre verso il tie break, ma la frazione ha ancora molto da svelare. Con le micidiali battute di Caruzzi le ospiti vanno ad impattare 21-21 (a segno Cervellin e Cornelli, errore di Cantaluppi), poi Tomasetig sfodera l’ottavo muro personale della serata e regala il 23-21 al Volano, annullato da un altro pesante errore di Cantaluppi e da un muro di Peloso sulla stessa numero 8 lagarina, che vale anche il primo match ball del’Isuzu (23-24). Dopo il pareggio di Tomasetig, Cantaluppi cerca le mani del muro, la palla vola via senza cambiare traiettoria, ma l’arbitro ravvisa comunque un tocco del muro, decisione che manda su tutte le furie giocatrici, allenatore e panchina scaligeri: 25-24 e set ball trentino. A quel punto vengono in superficie tutte le insicurezze di questa travagliata stagione, tanto che il Volano riesce a cedere tre punti consecutivi e a perdere una delle partite più importanti della stagione: un attacco e un muro (su Cantaluppi) di Cervellin, uniti all’ace finale di Peloso su Pierobon fissano il 25-27 finale.
Anche in questa frazione il Volano paga un dazio decisivo in attacco (13-16), vanificando il +2 del muro (4-2). Decisivo anche un errore in più su azione (5-4).