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Angelini: «Io, l'ultimo a sapere del mio esonero»

Marco Angelini l'ha presa bene. L'esonero lampo di Lodi non ha fatto perdere all'allenatore arcense la proverbiale calma e tranquillità, anzi probabilmente ne ha ancor di più rivalutato la figura nell'ambiente della pallavolo professionistica femminile.
Il fatto che le giocatrici, all'indomani del suo esonero, si siano rifiutate di allenarsi depone sicuramente a favore di Marco e conferma come la squadra volesse proseguire il lavoro intrapreso con lui e non tornare ad allenarsi con Malinov. Proprio questa mattina ben 4 giocatrici (Borrelli, Viganò, Bragaglia e Silvester) hanno rescisso il loro contratto con la società per questo motivo.
"Sono stati sette giorni davvero particolari - ci conferma Marco al telefono - nonostante le due sconfitte stavamo iniziando a lavorare in una certa maniera che ci avrebbe permesso nel breve tempo di trovare confidenza con la vittoria. La mia sensazione, però, è stata subito quella che io fossi stato ingaggiato per essere usato contro le ragazze"
In che senso?
"Nel senso che già dopo la prima sconfitta il presidente Fernando Du Chenè De Verè aveva parlato con alcune giocatrici (Ester e Kim) e aveva minacciato di far tornare subito Malinov per punizione, qualora avessero perso anche la partita di mercoledì. Du Chenè de Verè voleva che io usassi modi duri con le ragazze, mentre io ho preferito cercare subito il dialogo e questo, evidentemente non dev'essergli andato a genio"
L'esonero come ti è stato annunciato?
"E' incredibile, lo so, ma all'interno della squadra sono stato l'ultimo a saperlo. Dopo la partita di Civitanova Marche, il presidente è sceso negli spogliatoi e, nonostante il risultato, mi aveva fatto i complimenti per come la squadra si era comunque espressa e per i segnali di ripresa che si erano intravisti. Poi Du Chenè De Verè è entrato nello spogliatoio e ha annunciato il mio esonero alle giocatrici, mentre io ero già fuori dal palazzetto. Nel viaggio di ritorno sul pullmann ho visto ragazze come la Cacciatori piangere e non riuscivo a capire il perché. Pensavo fossero particolarmente abbattute per la sconfitta. Anche la Bragaglia mi è venuta a parlare, dicendomi che in questo ambiente erano molte le cose che non andavano. Non riuscivo a collegare le cose. Poi ho sentito il direttore sportivo telefonare a Malinov e dirgli che lo aspettava in palestra il giorno dopo. A quel punto gli ho chiesto spiegazioni e lui m'ha detto che ero stato esonerato già da qualche ora, ma la società non me l'aveva voluto riferire davanti alle ragazze per scrupolo e perché voleva farlo in sede separata".
Una situazione grottesca che conferma le grosse difficolta di gestione della squadra da parte dell'attuale dirigenza di Lodi. Ma ora Angelini si prenderà un altro periodo di pausa?
"Non ho nemmeno fatto tempo a disfare le valigie che già mi si sono aperte davanti alcune prospettive molto interessanti. Ho in ballo un paio di trattative; a breve tornerò ad allenare".
Nella speranza di durare più di una settimana... ma società del genere, in ogni caso, è meglio perderle che trovarle.

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