Speciale Doha: la nostra analisi del 3-2 contro l'Al Rayyan
DOHA – Il tribolato inizio di stagione della Trentino Volley continua. A Doha, ieri pomeriggio, è arrivato il primo successo ufficiale 2012-2013, ma la squadra non è riuscita a scrollarsi di dosso le insicurezze che ne hanno connotato queste prime uscite. Un successo al tie break con l’Al Rayyan, squadra composta per intero da giocatori di livello internazionale ma assemblata da poco tempo, può essere considerato solo un brodino caldo in attesa di un pasto completo, che non potrà arrivare oggi contro il modesto Tigres, ma dovrà arrivare nelle prossime ben più impegnative gare che metteranno in palio il primato nel girone, un posto in finale ed eventualmente il titolo.
Cosa non ha funzionato
Il primo problema evidenziato dal match di ieri sta nel fatto che Stoytchev non è riuscito a temere a riposo Juantorena come aveva programmato di fare. Lanza, quest’anno gravato da qualche responsabilità in più rispetto alla stagione passata, ha battuto bene, ma in attacco e in ricezione ha prestato il fianco ad avversari che hanno cercato di sfruttare i varchi aperti dal suo 25% in attacco (1 su 4), dal 33% di ricezioni perfette e dal 44% di positive. Fare il terzo schiacciatore alla Trentino Volley è molto diverso che vestire i panni di quarto, chiamato in causa solo in occasioni particolari. Significa essere in campo spesso e volentieri e quindi garantire un rendimento elevato. Sul 12-9 del 2° set, dopo un servizio sbagliato, Rado lo ha tolto, forse per rinforzare la ricezione nel suo “giro dietro”, ma poi non l’ha più inserito.
Il secondo problema continua ad essere il rendimento insufficiente della coppia composta da Kaziyski e Stokr in attacco. Il primo ha messo a terra 10 palloni su 26 (38%) con 5 errori e 3 muri subiti, ovvero un’efficienza di +3. La stessa di Bratoev, che però ha realizzato 18 punti. Il secondo 6 su 17 (35%) con un errore e 5 muri subiti. In due si sono presi 8 block. Se uno non gioca bene la squadra può ammortizzare la sua prestazione, soprattutto se c’è Juantorena in campo, ma se tutti e due steccano l’impresa diventa durissima.
Il terzo problema, ieri, è stato rappresentato dalla ricezione. Non tanto quella che doveva contrastare i missili di Bratoev (2 ace e 6 errori) e Oivanen (2 ace e 3 errori), ma quella che ha cercato di disinnescare la jump float di Lee. L’americano, con la sua palla ad effetto, ha sospinto l’Al Rayyan dal 19-19 al 23-19 nel primo set (quindi al successo); dal 10-5 al 10-8 nel secondo, dall’11-7 all’11-9 e dal 21-20 al 21-23 (quindi al successo) nel terzo. In totale 12 break point, il migliore seguito da Raphael (11) e Kaziyski (10).
Per contrastare questi affanni Stoytchev nel 4° e nel 5° set ha tenuto in campo Colaci sia in ricezione sia in difesa, lasciando Bari a riposo. Una decisione che ha dato qualche frutto e che l’allenatore si è conquistato il diritto di compiere mettendo a referto fra i dodici ben due liberi, una scelta che nessun altro tecnico ha compiuto in questa manifestazione non volendo rinunciare alla quarta banda.
Cosa ha funzionato
Ci è piaciuta la reazione del 4° e del 5° set, sostenuta dall’apporto di Juantorena e dal buon rendimento del muro (18-11 alla fine), capace di portare progressivamente fuori dal match tutti e tre gli uomini di palla alta innescati da Georgi Bratoev.
Ci è piaciuta anche stavolta la prestazione di Birarelli, che Raphael ha servito con continuità nei primi due set. A muro è stato il migliore in campo anche per alcune scelte felici compiute sui centrali che hanno indotto il regista bulgaro ad usarli meno di quanto meritassero, vista la loro potenziale prolificità.
Ci è piaciuto l’impatto sulla gara di Juantorena, che non si è mai tirato indietro, regalando alcuni gioiellini non solo in attacco e in battuta, ma anche in difesa, muro e ricezione. Si è reso conto che ieri avrebbe potuto terminare il Mondiale della Trentino Volley e quindi non è andato troppo per il sottile.
Ci è piaciuto anche l’apporto di Raphael, che a muro si conferma sagace e in battuta crea sempre una moltitudine di opportunità del il break. Fra il resto la sua buona prestazione è arrivata in una giornata in cui la ricezione non lo ha certo assistito al meglio.