Speciale Doha: la nostra analisi del 3-0 contro il Tigres
DOHA – Sarà pure che i ragazzi messicani del Tigres non possiedono le armi per sfidare squadre allestite per vincere come quella trentina, ma il 3-0 conquistato dalla Trentino Diatec ieri pomeriggio è apparso comunque come una sorta di rito liberatorio. Proprio in questo sta l’importanza di un successo che sul piano del gioco vale quanto quello di una squadra di A1 contro una di A2 (ad essere buoni, Roberto Serniotti ha parlato addirittura di serie B), ma su quello morale ha avuto il merito di riproporre un cliché che aveva abituato bene Raphael e compagni e i loro tifosi. La seconda iniezione di fiducia di giornata è arrivata dal match successivo, nel quale l’Al Rayyan ha fatto soffrire non poco i brasiliani del Sada Cruzeiro, confermandosi un osso duro e rivalutando così in parte l’opaca prestazione trentina del giorno prima.
Cosa ha funzionato
Difficile trovare un fondamentale che abbia faticato ieri pomeriggio. Un po’ per merito della Trentino Diatec, un po’ per i limiti strutturali del Tigres, che oltre a non aver mai disputato tornei di questo livello, vanta anche un’età media bassissima e non annovera alcuno straniero nelle proprie file. Solo applausi, dunque, per i ragazzi di Jorge Azair, che si sono accontentati di aver strappato due punti in più (50) rispetto alla gara di esordio contro il Sada (48) e di aver vissuto una bella esperienza.
In casa trentina chi ha goduto dei benefici maggiori di questa passeggiata salutare è stato certamente Jan Stokr, rinvigorito da un 80% in attacco che lo tira un po’ su dopo le batoste delle ultime esibizioni contro Vibo e Al Rayyan. Non è un caso che i cambi proposti da Stoytchev non abbiano mai interessato il ruolo di opposto. Un buon allenamento ha svolto anche Juantorena, impiegato solo nei primi due set e servito con parsimonia dall’amico Raphael (solo 7). Anche se lui dice di essere lontano dalla forma migliore, a noi è sembrato molto tonico. Pomeriggio di cure termali anche per Andrea Bari, che dopo gli incubi di sabato, ha ricominciato a ricevere con disinvoltura (92% le positive, 77% le perfette), aiutato da un servizio avversario di livello bassissimo. Un opposto che usa sistematicamente la jump float non lo ricordiamo da anni.
Cosa non ha funzionato
Non era compito di questa partita evidenziare le magagne della Trentino Volley attuale. Volendo esercitarsi in questo esercizio didattico, possiamo dire che il muro non è piaciuto granché, così come ci avrebbe fatto piacere inserire nella lista di quelli che si sono sbloccati anche Filippo Lanza, apparso invece ancora in affanno.