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Serie C e D

S.Giacomo in crisi? Irene Plaickner non fa drammi

Non solo capitana della squadra. Non solo giocatrice di punta del San Giacomo Volley Raiffeisen, sestetto rosa neopromosso nella serie C del volley femminile. Ma anche spirito critico dello ?spogliatoio?. Irene Plaickner (nella foto sotto), schiacciatrice di Bressanone, analizza il momento che sta attraversando la sua squadra, reduce da due sconfitte consecutive che hanno interrotto la lunga striscia di vittorie fra Coppa e campionato.

Irene, come ti spieghi questa battuta d?arresto nel cammino della tua squadra?
«Non è successo niente di particolarmente grave. D?altronde siamo una neopromossa e non abbiamo mai pensato di essere una squadra imbattibile. Attorno a noi si erano create troppe aspettative, dimenticando che il nostro obiettivo è un campionato tranquillo. Naturalmente aspiriamo a qualcosina di più della semplice salvezza, ma da qui ad inserirci nel lotto delle squadre favorite per la vittoria finale ce ne passa».
Cosa è mancato al San Giacomo nei due confronti persi contro Neruda e Neugries?
«Intanto si trattava di due derby, partite molto difficili sotto il profilo psicologico. Non va inoltre trascurato il fatto che abbiamo affrontato due avversari forti e ben attrezzati. Il Neugries, poi, è formato da un collettivo che gioca assieme da anni. Le ragazze si conoscono a memoria e negli anni hanno oliato alla perfezione tutti i meccanismi. Il Neugries non è magari una squadra con grosse individualità, ma la sua forza è che non ha punti deboli».
Il San Giacomno invece ne ha?
«Beh, dobbiamo ammettere che la ricezione è il nostro tallone d?Achille. Siamo una squadra d?attacco, i ricevitori puri mancano nella nostra squadra. Ed io ne sono l?esempio più lampante. Al Torrefranca, in B1, mi dedicavo esclusivamente alla fase d?attacco, qui invece ho compiti anche di ricezione. In questo fondamentale sto ovviamente facendo fatica, ma non mi lamento perché capisco perfettamente le esigenze di squadra».
Come valuta sinora il rendimento del San Giacomo Volley?
«Direi più che positivo. Ci siamo qualificate alle finali di Coppa e abbiamo ottenuto tre vittorie nelle prime cinque giornate di campionato, rimediando invece due sconfitte, di cui una al tie-brack contro il Neruda dopo aver dominato letteralmente i primi due set. Purtroppo poi siamo crollate, e così è successo anche dopo il primo set vinto contro il Neugries. Dobbiamo migliorare sotto il profilo mentale e della concentrazione. Alla prima difficoltà tendiamo a disunirci e a perdere lucidità. Ma - ripeto - non c?è da far drammi. Siamo una squadra molto rinnovata e complessivamente giovane. Abbiamo bisogno di tempo per maturare ed in tal senso non dobbiamo avere fretta, visto che la società non ci ha chiesto di vincere questo campionato, sposando la politica dei piccoli passi».
Come si trova nel San Giacomo Volley Raiffeisen?
«Benissimo. L?ambiente è sano e tranquillo, ma anche molto professionale. Il progetto che sta portando avanti la società mi piace ed intravedo amplissimi margini di miglioramento nell?arco di due/tre anni».
Perché ha scelto il San Giacomo Volley Raiffeisen, scendendo di due categorie (dalla B1 alla C)?
«Perché i presupposti per far bene c?erano tutti e perché avevo un debito di riconoscenza nei confronti di questa società, che due estati fa mi aveva permesso di vivere l?avventura in B1 senza pormi ostacoli. Dovete sapere che in quel periodo avevo già preso un accordo col San Giacomo, che allora militava in serie D. Ma da lì a qualche giorno mi arrivò la stimolante offerta del Torrefranca. Ne parlai col presidente Merlo, lui capì la grande occasione che mi si prospettava e fu il primo a spingermi ad accettare la proposta del Torrefranca, dicendomi: ?Tanto prima o poi giocherai comunque per questa società?. Aveva ragione e ancora oggi lo ringrazio per la sua disponibilità».

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