La Diatec batte Latina al tie break, pomeriggio storto
La Diatec Trentino batte e Latina si insedia al secondo posto della classifica in coabitazione con Piacenza. Tuttavia quella di ieri non è stata una grande giornata per la pallavolo trentina. Non tanto perché invece degli auspicati tre punti ne sono arrivati soltanto due, quanto perché il PalaTrento si è presentato mezzo vuoto, quasi si trattasse di una partita amichevole, e perché la squadra ha offerto una prestazione di livello mediocre, risultata poi sufficiente per conquistare il successo solo perché l'Andreoli ha finito per fare un po' peggio. Ma stiamo parlando dell'ultima della classe, giunta a Trento ancora priva del nuovo acquisto Starovic, presente comunque in tribuna, e del nazionale Rossini, trascinata da un ragazzone americano che fino a qualche mese fa aveva giocato solo nei college (Torres). Il sabato pomeriggio, la diretta tv su RaiSport e il tipo di avversario non presentavano certo la combinazione migliore per indurre gli appassionati a gremire l'impianto di via Fersina, ma a chi era abituato al clima e ai livelli di gioco delle stagioni passate ha fatto una certa impressione trovarsi in un contesto di quel tipo.
Primo set da manuale
In avvio di partita la squadra, benché priva di Birarelli e Lanza, che stanno onorando al meglio la maglia azzurra, ha giocato un'ottima pallavolo. Santilli, probabilmente, ci ha messo del suo mancando alcune scommesse, come la riproposizione dell'opposto Michalovic (rinunciando a Torres che gli aveva fatto vincere la sfida contro Molfetta), o il lancio di Noda Blanco, mai decisivo in A1. Fatto sta che con un mostruoso 79% in attacco (83% Ferreira, 80% Sokolov, 100% Fedrizzi e Burgsthaler), supportato da un muro capace di toccare e rigiocare qualsiasi attacco pontino, la Diatec vola al successo per 25-17 in 25 minuti. Da sottolineare l'ottima regia di Suxho, che riesce a togliere punti di riferimento al muro di Latina, rimasto completamente a secco.
Nel secondo set cambia la partita
Dopo il cambio di campo cominciano i patemi. Santilli parte ancora con Michalovic e Noda Blanco, ma sull'11-10 gioca la carta Fragkos in posto-4 e la carta Torres in posto-2. Basta che vada al servizio l'americano per vedere una fragile Diatec superata sul 14-15: ad entrare nel tunnel è Ferreira, che inanella, di seguito, un'invasione, un attacco out e un attacco murato da Verhees. Non manca la complicità di Suxho, che comincia a faticare. Poi va nel pallone Sokolov (errore in attacco e battuta out) e Ferreira subisce un altro muro (19-22). A questo punto il turno al servizio di Burgsthaler riapre inaspettatamente i giochi, anche grazie agli omaggi pontini (3 errori di fila), ma dopo il sorpasso (23-22) e il primo ed unico set ball (24-23) Trento subisce il turno al servizio di Skrimov: muro di Verhees su Sokolov ed ace su Fedrizzi.
Serve l'ingresso di Szabò per cambiare ritmo
Ritrovata fiducia, Latina sa di potersela giocare ad armi pari. L'inizio del terzo set è però tutto di marca trentina grazie a due errori di Torres, ad un'invasione di Gitto e ad una perfetta gestione della fase break da parte della Diatec, che sembra aver ritrovato il passo del primo set. Almeno fino al 13-9, perché poi ricominciano gli affanni, in una rotazione che nel prosieguo del match diventerà una croce da portare per i padroni di casa: quella avviata dal servizio di Sottile, che con le sue jump float lunghissime su Fedrizzi mette le basi per la rimonta fino al 13-12, con tre punti dell'urlatore Torres e un errore di Solè, che si trova l'assist per un primo tempo in gola. Accortosi del calo di Sokolov, Serniotti inserisce Szabò al suo posto e vede bene. Fino al 19-18 sono solo cambi palla, poi il turno in battuta di Sottile, uno a caso, mette le basi per un errore in attacco di Fedrizzi ed ecco il 19-19. Sul 21-20, per fortuna della Diatec, Burgsthaler alza per due volte il muro, bloccando Skrimov e Torres (23-20) e poi chiude con un attacco (25-21).
Nella quarta frazione attacco sotto terra
Potrebbe essere l'ultima frazione, ma la Diatec di ieri aveva equilibri troppo fragili per tenere in pugno il set fino alla fine. Conduce senza grossi patemi fino al 12-9, sfruttando alcuni passaggi a vuoto di Fragkos, e sembra realizzare anche il 13-9, quando il videocheck assegna l'ace, non visto da Gnani, a Skrimov, che vale invece il 12-10. L'episodio scuote i campioni d'Italia, che inanellano errori in attacco (Solè e Fedrizzi) e incassano muri (Ferreira due volte, una Fedrizzi), fino a perdere per 23-25. L'attacco fa segnare un pessimo 37%. che dice tutto.
Il tie break dei videocheck
Serve così il quinto set per decidere il vincitore. Fino al 7-7 è impossibile capire chi la spunterà. Non manca il coraggio di forzare il servizio, premiato da un ace per parte (Fedrizzi e Skrimov). Poi le battute di Ferreira lanciano Trento a +2 (doppio errore di Latina), che diventa un +3 grazie ad un'altra bella battuta di Fedrizzi (comodo attacco di Sokolov). Sul 14-11 Trento ha tre match point, che spreca in serie: attacco di Skrimov, invasione di Suxho, poi Il 15-13 viene annullato da una correzione del videocheck (è un ace di Skrimov). Così la battaglia diventa angosciante. Sul 19-18 altra richiesta di videocheck per Latina, con vidimazione del prezioso muro break di Burgsthaler. Fedrizzi incassa un ace di Gitto, ma poi si rifà fulminando Fragkos dai nove metri. Intanto siamo già 21-20 e serve l'attacco di Ferreira del 24-22 per mettere fine ad una contesa sfibrante, dopo che l'Andreoli ha chiamato l'ennesimo videocheck che conferma l'errore in battuta di Skrimov. Alla fine si contano la bellezza di 71 errori totali, 37 della Diatec e 34 dell'Andreoli, una quantità gigantesca.
Cosa ci è piaciuto
1) Tutto si può dire di questa squadra, fuorché che le manchi la voglia di combattere. Anche in questa occasione, pur giocando a tratti malissimo, non ha mai perduto la fiducia di potercela fare: dopo aver perduto il 2° e il 4° set ha saputo gettarsi alle spalle i brutti pensieri e giocare con grinta.
2) Lo stesso si può dire di un esordiente, da titolare, come Michele Fedrizzi, che ha vissuto momenti in cui gli riusciva poco, ha incassato ben 6 ace, ha sbagliato 7 battute, ma nel tie break ha tirato con coraggio dalla linea dei nove metri, portando ben tre break point (su quattro totali) alla propria squadra.
3) Fra i singoli, i giocatori che ci sono piaciuti di più sono stati Burgsthaler e Ferreira. I muri del primo sono stati fondamentali nell'economia del match (importante anche il suo 89% in attacco contro il 54% di Solè), mentre il secondo ha ricevuto bene e in attacco ha confermato tutto il proprio talento. Di giocatori del '91 con un braccio del genere ce ne sono pochi in circolazione. Ha subito 5 muri, è vero, ma in molte occasioni non ha potuto contare su traiettorie alternative.
Cosa non ci è piaciuto
1) Quasi superfluo ricordarlo: la quantità di errori dalla linea dei nove metri, in alcune partite raggiunge una massa critica impressionante. Latina ha conquistato un intero set (24 punti) senza giocare. Dopo cinque giornate Trento vanta il peggior rapporto fra ace e battute errate (0,14) ed è la squadra che ha sbagliato di più dietro a Verona (89 errori contro 93). Il problema è che non sbagliano solo i giocatori che forzano, ma anche taluni (come i tre centrali), che dovrebbero prendersi rischi più limitati. Completamente fuori condizione in questo fondamentale è Sokolov, che nella graduatoria legata all'efficienza del servizio appare al 71° posto assoluto con 23 battute sbagliate in 5 gare.
2) Non ci è piaciuta nemmeno la ricezione della coppia Colaci - Fedrizzi. Stando alle percentuali di tocchi positivi, Max risulta il peggiore giocatore in campo, mentre lo schiacciatore trentino paga i 6 ace incassati. Troppi. Degno di nota il fatto che la miglior rotazione di Latina è stata quella avviata dal servizio di Sottile (9 break point), il che la dice lunga sull'affidabilità mostrata sabato sera dalla seconda linea di casa.
3) La regia di Suxho non è stata certo impeccabile. Come spesso avviene quando le forze sono al massimo, riesce a smarcare i giocatori con abilità (perfetto il suo primo set), quando invece deve correre va in difficoltà. La differenza che si nota di più rispetto a Raphael non è la qualità delle alzate, ma la precisione nel gestire le palle più brutte, che il brasiliano sapeva ottimizzare.
4) Fra le note negative non si può tralasciare la scarsa tensione agonistica con la quale la sqiuadra ha affrontato il secondo set dopo aver dominato il primo. Ha forse dato per scontato di avere la partita in mano ed ha lasciato all'avversario spazi che non doveva prendersi. Il resto lo hanno fatto i cambi azzeccati da Roberto Santilli.