Una Diatec spietata annichilisce Casa Modena
Non è la prima volta che la Trentino Volley espugna il PalaPanini, in tempi contemporanei diventato PalaCasaModena, per 0-3. Era già accaduto il 21 novembre 2010, quando in un'ora e 22 di gioco (parziali di 59-75) Raphael, Stokr, Kaziyski, Della Lunga, Riad, Birarelli e Bari strapazzarono il team che cinque mesi dopo, con l'innesto di Bruno, le avrebbe conteso la qualificazione al V-Day fino a gara-5. Era già accaduto anche il 29 ottobre del 2011, quando in un'ora e 19 di gioco (parziali di 53-75) Raphael, Stokr, Kaziyski, Juantorena, Birarelli, Djuric e Bari liquidarono i gialloblù di Esko, Dennis, Anderson, Kooy, Sala, Yosifov e Manià. Questa volta, però, è tutto molto più sorprendente, perché molte stelle trentine non ci sono più e perché la Diatec veniva da una prestazione poco brillante contro l'ultima della classe, schierando due giocatori reduci da un tour de force in nazionale, quali Lanza e Birarelli, mentre Modena aveva potuto preparare con cura lo scontro. Suxho e compagni ieri sera hanno stupito tutti, in primis i 3500 del palazzetto modenese: 0-3 in un'ora e 12 di gioco (nuovo record) con parziale di 56-75. Una lezione di volley che vale un +6 in classifica su una delle avversarie dirette per il terzo posto, quello che dovrebbe valere, in un piano del tutto teorico, la potenziale semifinale scudetto “no Macerata”.
Nel primo set il divario è spaventoso
Bisogna attendere che le formazioni si schierino in campo per scoprire che Serniotti ha scelto il settetto base, nonostante la stanchezza di Birarelli e Lanza, e che Lorenzetti ha deciso di partire per la prima volta in questa stagione con Kovacevic nel settetto base. Fino al 3-4 le squadre si scaldano, poi va in battuta Sokolov e per Modena sono dolori. Non sono le "mozzarelle" dalla linea dei nove metri di sabato scorso, quelle del bulgaro, che nella serata modenese decide di forzare. Sono delle bastonate che fanno male. Molto male: errore di Bartman in attacco, ace su Deroo, ancora ace su Deroo, il secondo dopo il time out tecnico chiamato da Lorenzetti, che sul 3-6 aveva già capito la mal parata. Nella rotazione successiva va in battuta Lanza e Deroo si prende un muraccio da Suxho, prima che Sala scagli out il primo tempo. Basta che il sestetto ruoti di un'altra posizione (battuta di Birarelli) e piovono altri quattro break point: muro di Ferreira, fallo di linea di Kovacevic, attacco di Sokolov e ace sullo stranito Manià. Per il pubblico, che pensava di assistere ad una sfida combattuta, è come seguire un film horror. Altro giro, altri regali: va in battuta Suxho ed ecco il muro di Solè su Bartman, l'errore del polacco, il muro di Sokolov su Kovacevic. Siamo 7-19 e quasi si profila l'opportunità di restituire a Modena quel mitico 25-9 che Dennis e compagni rifilarono all'allora Itas nel terzo set di gara-2 dei playoff scudetto 2011. Non succede, perché Ferreira e Solè commettono tre errori, lasciando al muro il compito di chiudere: "stampo" di Sokolov su Kovacevic e di Birarelli sull'ex compagno Sala al centro: 13-25 e cambio di campo nello sbigottimento generale. Modena chiude con il 32% in attacco, zero muri, tre ace subiti.
Nella seconda frazione Modena carbura tardi
Tutti si attendono che la scoppola incassata svegli dal torpore Bartman e compagni, ma le cose non vanno così. Modena deve subire due break point nella rotazione avviata dal servizio jump float di Suxho, prima di realizzare il primo punto, e sull'1-4 ha già incassato due muri dello scatenato Solè. Delizioso il pallonetto di Lanza che vale il 4-7, poi però Modena prova ad accelerare per rientrare nel match e ci riesce con un muro di Bartman su Sokolov e un ace di Berretta su Colaci (12-12). È solo un lampo. Un muro dello scatenato Suxho su Deroo, sempre più oggetto misterioso dell'incontro, e uno di Birarelli su Bartman riportano i campioni d'Italia a +3, che diventa un +4 quando Solè "stampa" la pipe di Quesque, nel frattempo subentrato a Deroo. Per Modena è come continuare a dare testate contro una parete. Fino al 20-24 (ace di Sokolov) nulla sembra poter turbare la cavalcata trentina, se non che ad un passo dal 2-0 il meccanismo si inceppa: due muri consecutivi su Sokolov (sala e Bartman) fanno sperare i tifosi in un colpo di coda, ma poi ci pensa Sokolov a chiudere con un attacco difficilissimo. Gran serata la sua.
L'ultimo atto scappa via veloce
Rimane ancora almeno un set da giocare. I primi scambi sono all'insegna degli ace: Bartman va a prendere l'angolino lontano da Lanza, Ferreira castiga Manià. Ma dalla linea dei nove metri (e non solo) questa è la serata di Tsvetan Sokolov, che procura due break point con un mezzo ace e uno intero (su Quesque). La facilità con la quale la Diatec ricostruisce è disarmante, ad indicare quanto fragile sia il cambio palla modenese: anche Lanza infierisce in battuta mandando Bartman a sbagliare contro il muro a tre e Birarelli a concludere in scioltezza con un primo tempo (6-11). Visto che l'opposto non passa più ci provano i laterali: Quesque batte bene per due volte e Kovacevic, il migliore dei suoi, va a segno prima in attacco e poi con il muro su Sokolov (9-11). La sfida, d'improvviso si infiamma, perché Casa Modena intravvede un piccolo pertugio nel quale infilarsi, ma qui è brava la Diatec a tenere duro: Ferreira conclude sulle mani del muro a tre un estenuante scambio e poi mura il possibile 11-12 di Bartman, confermando le sue grandi doti di muratore. A forza di spingere, alla fine i padroni di casa la parità la raggiungono grazie ad un muro su Lanza e a un attacco di Bartman contro il muro a tre (14-14). Ancora una volta, però, Trento trova immediatamente la forza per piazzare un break point che taglia le gambe agli avversari e lo fa con il solito Sokolov (muro su Quesque), ripagato con la stessa moneta dal francese un attimo dopo. Adesso ci si diverte, era questa la gara che ci attendevamo di vedere, peccato per Modena che duri poco, perché l'opposto bulgaro in questa serata ha moltissime frecce nel proprio arco: scarica altre due battute fulminanti verso la ricezione modenese, che portano un attacco di Lanza e un ace su Quesque, letteralmente abbattuto dalla sfera, come un birillo. Così si vola verso l'epilogo con altri due muri trentini (Suxho e Solè) per completare la collezione di giornata.
Cosa ci è piaciuto
1) Il servizio, dopo il sabato pomeriggio da incubo vissuto contro Latina (4 ace e 24 errori), ha cambiato completamente registro. La Diatec ha battuto con una efficacia incredibile, anche nelle rotazioni float, mettendo a segno 8 ace a fronte di 8 errori appena. Una mano gliel'ha data la ricezione modenese, ma obiettivamente gestire le bombe di Sokolov ieri sarebbe stata dura per tutti, anche per il miglior Papi. È importante notare quanto conti l'aspetto psicologico in questo fondamentale, dato che questa metamorfosi non può certo essere frutto dei pochissimi allenamenti sostenuti fra lunedì e martedì.
2) Il muro, aiutato dalla battuta, ha avuto un impatto sul match devastante: 16 block in tre set sono come un fiume in piena che travolge tutto. A fine gara Serniotti ha spiegato che secondo lui questa squadra è capace di murare meglio rispetto a quella che ha vinto tutto negli ultimi tre anni e probabilmente ha ragione, perché, se vogliamo avventurarci in paragoni, Ferreira in questo aspetto del gioco se la cava addirittura meglio di Kaziyski e Juantorena, Sokolov è una garanzia, così come Solè e Burgsthaler vanno a segno più spesso di Djuric. Anche per questo può essere considerato suicida sbagliare 24 battute come era accaduto contro Latina: il break point talvolta si può strappare anche senza prendersi eccessivi rischi dai nove metri, almeno contro squadre come questa.
3) Lanza e Birarelli hanno sostenuto un solo allenamento con i compagni dopo lo stress azzurro, ma si sono fatti valere. Una bella dimostrazione di caparbietà e anche di quanto siano indispensabili per gli equilibri della squadra. Lo schiacciatore veronese, per la cronaca, ha chiuso con il 69% di positività in ricezione.
Cosa non ci è piaciuto
1) L'approccio di Modena al match è stato disastroso. Difficile capire perché la squadra sia entrata in campo così “molle”, visto che ha potuto anche contare fin dal primo minuto su un giocatore importante come Kovacevic, che Lorenzetti ha giustamente schierato nello starting six. Probabilmente non si aspettava di essere aggredita in quel modo e probabilmente il gioco emiliano ha dei problemi strutturali che vanno al di là di quanto accaduto ieri. Non aiutano certo Kampa e Bartman a trovare serenità le voci che li vogliono ormai “silurati” per lasciare spazio ad altri colleghi più gettonati, non sono ancora acquistati dal neo diesse Andrea Sartoretti.
2) In merito alla prestazione trentina non c’è proprio nulla da inserire nella colonna delle passività. Come ha detto Roberto Serniotti a fine gara «Non ho dovuto fare quasi nulla, mi sono goduto la partita da bordo campo».