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La Diatec si fa un regalo di Natale anticipato

Visto che le squadre etichettabili come "grandi", per budget e prestigio dei giocatori, in questa stagione sono soltanto due e visto che una, Macerata, era già passata come un ciclone al PalaTrento, la partita di ieri contro Piacenza rappresentava una delle ultime possibilità per la Diatec di conquistare un successo di prestigio in regular season. Le premesse, viste le ultime esibizioni in campionato, non erano delle più incoraggianti, invece i ragazzi di Serniotti hanno disputato il "partitone" che non ti aspetti. Fatto di una costante ma oculata aggressività in battuta, di un muro sempre più efficace, degli attacchi del cecchino Sokolov, che anche ieri ha chiuso con il 57% di positività e due soli errori, della regolarità di Lanza in ricezione e in attacco. È stato il successo delle new generation, quella di Sokolov, Solè, Lanza, Ferreira e Fedrizzi, sulla old generation di Papi, Fei e Zlatanov. I giovani di qualità ci sono anche a Piacenza, sia ben chiaro, come De Cecco, Vettori e Kaliberda, ma sono inseriti in un impianto più stagionato e ieri hanno faticato non poco.

Le bande piacentine finiscono subito l'ossigeno
L'incontro comincia con i settetti base di questo periodo, che per la Copra significa giocare con Vettori opposto e Kaliberda - Papi di mano. Serniotti fa cominciare i suoi in una posizione inedita della rotazione, ovvero con Suxho in zona 3. Dopo le prime schermaglie si capisce subito che il piano dei padroni di casa è quello di battere forte quanto basta per non lasciare campo libero ai letali Fei e Simon, concentrando le attenzioni sui due posti-4 e su Vettori. Il punto del 6-4 è il "gasante" per la Diatec, un muro di Solè su Simon, che fa provare al centrale argentino l'adrenalina sperimentata da Burgsthaler in finale scudetto. La posta in gioco, in questo caso, è molto più ridotta, ma il palazzetto è bello caldo e si infiamma quando Sokolov mura Vettori per l'8-5, seguito da un pasticcio di De Cecco. La Copra, che fino a quale momento in campionato ha perduto solo un incontro a San Giustino, sembra sorpresa e prima di abbozzare una reazione incassa un altro muro di Sokolov (su Kaliberda) e il break del 15-10 firmato dall'incontenibile opposto bulgaro. La zampata, spaventosa, è di Simon, che raccoglie tre ace consecutivi tirando a 120 chilometri orari dalle parti del povero Lanza: in un attimo siamo 16-15. Uno dei tre ace lo vede il videocheck, non l'arbitro Cesare. Trento potrebbe accusare la tripla sberla, invece risponde con Sokolov, che mette a terra tutto quello che passa delle sue parti. I tocchi decisivi sono però ancora del muro: Suxho su Kaliberda e Solè su Kaliberda (23-18). Poi solo cambi palla. Papi e Kaliberda chiudono con 2 centri su 8 in attacco.

Nel secondo set il clima si scalda
Piacenza capisce che non è giornata per scherzare con il fuoco. Questa non è la Trento di Vibo Valentia, né quella vista contro Latina e Città di Castello. La Copra si mette d'impegno e va sul 2-4 sfruttando una bella battuta di Fei e un muro di Kaliberda su Sokolov. Potrebbe essere una prima fuga, ma non lo è, perché la Diatec tira fuori dal cilindro le velenose battute di Solè e due muri consecutivi: Sokolov su Papi e Birarelli su Kaliberda. Le due bande sono di nuovo nella buca. Sul 10-9 una delle due lascia il campo per Zlatanov, ma piove sul bagnato, perché l'eroe di gara-4 dell'ultima finale scudetto commette un'invasione e sbaglia un attacco. Gli errori li commettono anche i campioni d'Italia, comunque, ma c'è la coppia Sokolov - Lanza a compensare tutto: sul 18-16 l'opposto bulgaro scarica tre battute violente nel campo piacentino, le tre ricostruzioni vengono finalizzate dallo steso opposto e due volte da Lanza Sul 21-16 sembra finita per Piacenza, invece il turno in battuta di Vettori fa tremare i polsi ai tifosi gialloblù: muro di Simon su Sokolov ed ace su Colaci per il 23-21. Un provvidenziale time out di Serniotti rompe il ritmo al giovane opposto azzurro, che sbaglia il terzo servizio. Chiude Ferreira, usato con i contagocce.

La terza frazione è quella del finale rossiniano
Come nel parziale precedente, Piacenza parte forte, tanto che Serniotti, conoscendo bene i propri "polli", utilizza il primo time out già sul punteggio di 1-4, prendendo due piccioni con una fava, perché al rientro in campo, come era avvenuto nel secondo set, Vettori sbaglia la battuta. Sokolov, invece, fa fuori Papi (3-4). Trento inizia a sbagliare le battute: prima Sokolov, poi Birarelli, poi Ferreira, poi Solé. Si teme il peggio, conoscendo le inerzie di questa formazione, anche perché intanto la Copra scappa via sull'8-13 con un Fei super (muro e ace). Il giocattolo trentino, stavolta, sembra bloccato. Avanza in maniera incerta e non produce alcun ostacolo per gli emiliani, che sul 14-19 sentono odore di quarto set. Serniotti toglie Ferreira per dare spazio a Fedrizzi, che si scalda il braccio con una pipe vincente. Poi Solè, d'improvviso, diventa maledettamente concreto in battuta, facendo vedere i sorci verdi a Marra: muro di Sokolov, ace, attacco di Sokolov. Il videocheck toglie Birarelli il punto del'aggancio che Cesare aveva bonariamente concesso al primo tempo del capitano, terminato invece out. Tuttavia l'inerzia del set è cambiata totalmente e lo si vede sul 20-21, quando Lanza, fino ad allora poco incisivo in battuta, piazza quattro battute violente, da zona 6 a zona 5, dalle parti di Kaliberda, che finisce nella buca: errore di Vettori, attacco di Fedrizzi, ace di Lanza, primo tempo di Birarelli. L'ultimo punto è un servizio in rete di Simon. Gran bella Trento.

Cosa ci è piaciuto
Sul piano caratteriale è stata davvero degna di nota la reazione del terzo set. Trasformare un 14-19 in un 24-21 in tre rotazioni contro una formazione forte come la Copra è un'impresa da tenere a mente per i momenti più difficili. Ottima la prestazione della coppia Sokolov - Lanza, così come la distribuzione del gioco di Suxho, che dà il meglio di sé quando le partite non durano troppo. Al centro Solè e Birarelli hanno vinto non solo la sfida dei muri, contro Fei e Simon, per 5-2, ma anche quella delle battute foriere di break point (10-7). Ottima la ricezione di squadra (73% di tocchi positivi), ancora efficacissimo il muro (11-5), ad oggi il secondo del torneo dopo quello di Verona con una media di 3,4 punti per set (gli scaligeri arrivano a 3,6).

Cosa non ci è piaciuto
Della Diatec c'è ben poco da mettere sotto esame. Ferreira è stato sostituito, ma non si può certo dire che non abbia portato il proprio contributo (55% in attacco, 100% in ricezione). Semmai si può evidenziare qualche pasticcio in fase di ricostruzione che in altre giornate contro formazioni del livello di Piacenza potrebbe costare più caro. Era già accaduto contro Macerata, per esempio. Della Copra non ci piaciuta la prova di Kaliberda: se si blocca lui, in attacco e in ricezione, per questa squadra che non ha Kaziyski e Juantorena in banda, ma nemmeno Kurek e Kovar, sono dolori. Vettori ha mostrato ottime qualità, ma ha sbagliato nei momenti cruciali dell'incontro e ha incassato 4 muri. Inoltre i servizi jump float di Papi e Kaliberda non hanno procurato alcun problema alla seconda linea trentina.

Autore
Andrea Cobbe
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