Diatec umiliata da Modena, i playoff iniziano malissimo
Altro che squadra finalmente ritrovata e pronta per giocarsi le proprie carte nei playoff... Il facile successo in terra veronese di domenica scorsa aveva ingannato tutti: è bastato mettere sopra le spalle dei giocatori trentini la pressione che solo i playoff sanno esercitare, dall'altra parte della rete una squadra molto solida in fase di ricostruzione, fatta apposta per terrorizzare avversari già pieni di insicurezze a forza di muri e difese, ed ecco servita una serata da incubo che la Diatec Trentino ha affrontato con lo spirito di chi si avvia verso il patibolo. È bastato che Modena rimontasse dal 16-10 a 16-15 nel primo set per vedere un intero gruppo alzare bandiera bianca e consegnarsi all'avversario. Mai visto nulla di simile in precedenza, a Trento, in una gara dei playoff. Lo 0-3 di ieri è strettissimo parente dello 0-3 rimediato a Macerata, dei due 0-3 rimediati contro il Belgorod, del brutale 0-3 di Piacenza, di tutte quelle partite senza storia che ci ha purtroppo consegnato la Trentino Volley nel 2014. La squadra ha incamerato insicurezze, ha smarrito completamente lo spirito sbarazzino del girone di andata, e alla fine è implosa quasi senza giocare. Rimane ancora un incontro da affrontare, ovviamente, domenica a Modena, ma se la corsa verso la finale, unica strada per disputare la Champions League anche nella prossima stagione, proseguirà con questo spirito fra due giorni saremo già ai titoli di coda.
Primo set dai due volti
Quando l'arbitro Puecher, non certo in serata di grazia, fischia il via c'è già la prima sorpresa: sulle tribune ci sono appena 1.600 persone. Un dato del tutto anomalo per una partita così importante, se solo si pensa che due domeniche fa, per l'inutile sfida di campionato contro Perugia, ce n'erano 2.700. Tuttavia sulle prime l'ambiente da partitella senza troppa importanza forse contribuisce pure a dare un po' di serenità ai giocatori trentini. Per un quarto d'ora la Diatec gioca sui livelli di Verona ed è un piacere vederla "rullare" l'avversario con tocchi del muro, rigiocate vincenti, cambi palla precisi: sul 16-9 Lorenzetti ha già dato fondo a tutti i time out discrezionali e a tutte le richieste di videocheck disponibili. Fino a quel punto Ngapeth aveva raccolto solo lacrime (due errori e un muro subito) e Bruno solo chilometri all'inseguimento del pallone mal gestito dalla ricezione dei compagni. Tutto bene quindi. Anzi benissimo, perché Modena era arrivata a Trento forte di cinque successi nelle ultime sei gare ed era molto temuta.
Poi, senza un vero perché, la luce si spegne. Va al servizio Bartman, fino a quale momento poco brillante, e la Diatec entra in crisi depressiva: Suxho dà due palloni poco precisi a Sokolov e arrivano una ricostruzione di Kovacevic e un muro del serbo su Sokolov (16-12). Serniotti chiama time out, la situazione sarebbe ancora gestibilissima: basterebbe conquistare il cambio palla e ricominciare a tessere con pazienza la tela. Invece arriva una pessima ricezione di Ferreira (primo tempo di Beretta), poi un ace su Lanza e ancora un attacco da seconda linea di Bartman. Siamo 16-15. I giochi sono completamente riaperti, è vero, ma di strada da fare per arrivare al 25 ce n'è ancora tanta per tutti. Eppure la partita della Diatec termina qui. Incredibile a dirsi, da questo momento in poi Modena fa e disfa a piacere come se dall'altra parte della rete ci fosse una formazione giovanile chiamata a fare da sparring partner. Suxho manda Lanza a schiantarsi contro il muro a uno di Bruno, che gli urla in faccia e lo butta fuori dal match, come dimostra la sua ricezione lunga su Beretta che vale il break del 18-19. Si lotta a forza di cambi palla fino al 22-23, poi Ferreira sbaglia la pipe. Un muro di Birarelli su Deroo porta il miracoloso 24-24, un attacco di Lanza il 25-24. Poi però arrivano i guai: un attacco out di Sokolov da seconda linea e l'attacco finale sull'antenna di Ferreira (imprecisa l'alzata), che vale il 24-26.
La seconda frazione è un tunnel buio senza fine
Dopo aver omaggiato Modena di un set in quella maniera la Diatec può scegliere fra due strade: reagire rabbiosamente o consegnarsi alla depressione. La squadra del girone di andata avrebbe intrapreso la prima, quella del girone di ritorno la seconda. E così va. Il copione è sempre lo stesso: Bartman va in battuta sul 2-2 e Casa Modena conquista quattro break point: doppio muro vincente di Bruno su Lanza (ormai sotto terra), ace su Colaci, primo tempo sul nastro di Birarelli. Dopo un attimo Bruno manda Bartman ad attaccare senza ostacoli (l'opposto senza muro?), poi ancora break: Kovacevic da seconda linea, Bruno in attacco, muro di sala sul povero Van Dijk, entrato per un Sokolov in confusione, dopo che Sintini aveva già rilevato Suxho, pallonetto di Kovacevic da seconda linea, pipe con invasione di linea di Lanza. Il tabellone segna 5-14. Si può ancora battere l'umiliante 9-25 incassato proprio nei playoff a Modena, tre anni fa, da Kaziyski e compagni. Ma quella era una squadra che in casa si riprendeva tutto con gli interessi. Il record negativo invece non viene battuto, perché gli emiliani alla fine sbagliano 7 battute e commettono 2 errori in attacco, confezionando 9 dei 12 punti finali trentini. La frazione si chiude, udite udite, con due soli attacchi vincenti dei più che mai uscenti campioni d'Italia, entrambi realizzati da Solè. Zero per Sokolov, zero per Lanza, zero per Ferreira, zero per Fedrizzi, zero per Van Dijk, zero per Birarelli. Potrebbe essere un titolo per il prossimo libro di Roberto Saviano: "Zero zero zero zero zero zero".
Una partenza disastrosa compromette subito il terzo set
Non c'è discontinuità. L'ultima frazione parte con un bel 2-7 che la incanala nei binari giusti, tanto per non lasciare nulla al caso. La battuta di Bartman porta due "soli" break point, Kovacevic imperversa (altro muro su Sokolov), Solè pensa bene di sparare due primi tempi fuori dal campo. Per i tifosi trentini è un film dell'orrore, che non finisce mai. A regalare loro un pizzico di speranza ci prova Michele Fedrizzi, che estrae dal cilindro due ace consecutivi su Ngapeth, i quali costringono addirittura Lorenzetti a chiamare time out. Quella successiva finisce fuori di due metri, ma Sokolov aggiunge un altro ace con un servizio corto. La rimonta finisce qui, sul 9-11, perché poi le due squadre si tengono strette il cambio palla fino al 15-18, quando Ngapeth realizza un incredibile punto in bagher al termine di una serie di difese disperate: manda la palla in posto 4, dove Lanza si scansa per prendere la rincorsa e Suxho si scansa per incaricarsi del secondo tocco. Alla fine si scansano tutti e dalle tribune piovono fischi non immeritati. Prima che il sipario cali c'è ancora tempo per un altro incredibile umiliante punto di Modena: la squadra di Lorenzetti difende un attacco sui tabelloni elettronici, appoggia la palla nel campo trentino, Fedrizzi spara a tutto braccio a colpo sicuro contro il muro a uno di Bruno e si becca la più clamorosa delle "stampate", che fa saltare in campo tutta la panchina emiliana. È abbastanza. Chiude l'agonia un attacco di Ngapeth.
I playoff, per la cronaca, sarebbero un'altra cosa, come dimostra l'equilibrio visto su tutti gli altri campi ieri sera...