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A2 Femminile

L'Itas Trentino pronta per una nuova rivoluzione dell'organico

Archiviata da poco un'altra stagione nello stesso tempo deludente e sfortunata, nel corso della quale gli infortuni ne hanno condizionato il cammino, ma in cui la squadra ha dimostrato non essere al livello delle big anche quando era al completo, l’Itas Trentino si prepara all’ennesima rivoluzione del proprio organico. Trattandosi di un team che, per motivi di budget e di opportunità (leggi il suo scarsissimo seguito), non si può porre neanche lontanamente gli obiettivi della squadra maschile, ma ormai nemmeno quello di conquistare la massima serie, non solo per le difficoltà che comporta arrivarci, ma anche per i costi che comporterebbe affrontarla, la società gialloblù è costretta a navigare a vista, cercando di costruire di volta in volta team competitivi, ma nulla più. L'obiettivo delle ultime due stagioni e della prossima rimane quindi quello di soggiornare nelle parti alte del ranking senza farsi troppe illusioni.

Inevitabile che in un contesto di questo tipo i contratti siano quasi sempre annuali, che le atlete più ambiziose arrivino e ripartano a ritmo costante, che alcune scelte si dimostrino indovinate e molte altre no e che le scommesse più importanti e più rischiose vengano giocate sulle giovani. A rendere ancora più complicata la situazione vi è il fatto che Trentino Volley non può contare su un settore giovanile e quindi deve sempre ricorrere al mercato anche per comporre ogni tassello della panchina. È vero che ogni stagione vengono integrate alcune atlete prelevate dalle squadre di serie B trentine, per contenere il budget e trasmettere il messaggio di una costante attenzione per il territorio, ma finora si è sempre trattato di giocatrici che poco avevano a che spartire con il livello di gioco richiesto dalla serie A2 e che quindi non hanno potuto essere di grande aiuto per le partite. Tutti elementi che, visti in un quadro di insieme, renderebbero non solo opportuna, ma ormai ineludibile una riorganizzazione sistemica della pallavolo femminile trentina, la quale ormai ogni anno, dalla pandemia in poi, raccoglie sistematicamente risultati peggiori di quello precedente, individuando un club di punta di serie A e altri di B1 e B2 imperniati su atlete di diverse fasce giovanili, che lavorano in sinergia, all’interno di una piramide gerarchica. Una rete di club di cui purtroppo non si vede alcuna traccia all’orizzonte.

Quindi ora scatterà l’ennesima rivoluzione per puntare a disputare una stagione dignitosa, cercando di arrivare un po' più in alto di quella appena conclusa, marcata a fuoco dal tristissimo penultimo posto nella pool promozione. Per farlo si dovrebbe ripartire da tre pedine fondamentali, che a ben vedere sono state anche le colonne portanti del team 2025-2026, ovvero l’allenatore Alessandro Beltrami, figura ideale per la categoria, per competenza e realismo, la palleggiatrice Sofia Monza, giocatrice di prima fascia per la A2, e la capitana Alice Pamio, atleta di talento alle quale manca qualche centimetro per poter giocare con continuità in A1, ma che in A2 fa la differenza. Da questo terzetto esperto dovrebbe iniziare la costruzione della rosa 2026-2027.

Hanno già salutato la compagnia l’opposta lettone Irbe Lazda, la migliore atleta ingaggiata finora dalla Trentino Volley in questo ruolo, che dovrebbe andare a comporre una diagonale di alto livello con Maria Irene Ricci nella retrocessa Monviso Volley, il club destinato a sostituire la neopromossa Talmassons nel ruolo di favorita numero uno per la promozione. Il suo preventivabile addio lascia senza dubbio il vuoto più importante da colmare. Ha le valige pronte anche la centrale Francesca Cosi, che dovrebbe finire a Busto Arsizio (sponda Futura, in A2), così come potrebbe terminare il matrimonio con Giulia Marconato, durato ben tre stagioni, un record per questa società. Anche lei interessa a Busto Arsizio.

Per quanto concerne i volti nuovi, sembra che l’intenzione sia quella di puntare a giocatrici giovani, attingendo anche da quelle in uscita dal Club Italia, in linea con scelte già compiute in passato quando si è puntato sulle varie Monza, Giuliani, Bassi, Batte e sulla stessa Marconato. Quello che ha chiuso l’ultima stagione con la retrocessione dalla serie A2 alla nuova serie A3, in virtù del terz’ultimo posto nella pool salvezza, non è un gruppo che ha brillato particolarmente, a ben guardare, soprattutto se confrontato con altri cicli del passato di livello molto più elevato, ma senza dubbio le atlete di prospettiva non mancano e poche sembrano pronte per approdare nella massima serie, mentre in A2 o A3 ci potrebbero stare senza problemi.

Autore
Andrea Cobbe
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