AVV: l'intervista a Chiara Facchin
Capitano, palleggiatore e anche chioccia della squadra. Tutto si può dire ma non che le manchino i ruoli. Stiamo naturalmente parlando di Chiara Facchin, che con le sue mani d’oro dovrà guidare le sue compagne nel difficile torneo di serie C. Da due stagioni, dopo aver giocato, tra le altre, con Ausugum, Torrefranca e Villazzano, veste la maglia gialloblu. Solo due anni, ma in realtà sembrano molti di più. Perchè per il suo ruolo in campo e per il suo carattere ha saputo subito ritagliarsi una posizione importante all’interno della squadra. Domani, dopo due mesi di duri allenamenti e le prime partite di Coppa, scenderà in campo per guidare un gruppo di giovincelle. Con la sua fascia di capitano e la concentrazione al massimo. «Le partite di Coppa - ci ha detto - ci sono servite per metterci alla prova. Abbiamo avuto risposte positive, anche se abbiamo la consapevolezza di dover lavorare sodo per poter centrare i nostri obiettivi». Nel tuo triplo ruolo di capitano, palleggiatore e chioccia del gruppo come ti trovi? «Sono molto stimolata, o meglio sono le “piccole” che mi stimolano a dare sempre di più. Tutto il gruppo si è messo a disposizione in maniera seria e con la testa giusta. Si impegnano tutte molo ed è bello perchè i miglioramenti sono praticamente settimanali. Io, pur potendo ovviamente crescere ancora anche tecnicamente, alla mia età posso lavorare su testa e fisico. Loro sono magari acerbe ma con questo impegno matureranno in fretta. Quest’anno ho una grande responsabilità addosso, sono l’unica con una certa esperienza e non posso permettermi cedimenti o esitazioni. Essere palleggiatore in questo mi aiuta, perchè ho spesso ben chiaro il polso della situazione, sono abituata a dover pensare tanto e a valutare tante cose in campo, quindi “tenere d’occhio” le mie compagne mi risulta più facile». E domani si inizia. Come vedi il campionato? «In queste settimane stiamo lavorando molto bene. Andrea (il preparatore atletico ndr) ci sta dando quel quid in più che ci serviva, la società ci segue e non ci mette pressione. Ci ha detto di fare il meglio possibile e ci ha dato il tempo per farlo. Credo che qualche soddisfazione potremo togliercela e per farlo sarà fondamentale la testa. Andando nello specifico penso che il must sia di fare punti con il gruppone di squadre alla nostra portata, anche se ovviamente ci proveremo con tutte, anche con le super favorite Argentario e Neruda. Rispetto all’anno scorso credo sarà un campionato più omogeneo per la nostra qualità di gioco». Partite subito con un derby, che per te è un doppio derby. «Per me sarà difficile: dall’altra parte della rete ci sono tante mie ex compagne ma soprattutto tante amiche. Non foglio assolutamente fare brutta figura davanti a loro e quindi darà il massimo. Poi è anche la prima di campionato e quindi c’è la voglia di partire con il piede giusto. Per molte mie compagne è anche il battesimo ufficiale in C e quindi vogliamo prenderci i tre punti, che ci servirebbero anche da stimolo per il futuro». Chi ti ha sorpreso o impressionato di più tra le compagne? «Tutte, senza fare nomi e distinzioni. Hanno l’atteggiamento giusto in palestra e questo a lungo andare pagherà. Ora è tutto in fieri, ma sono convinta ci toglieremo delle soddisfazioni». Mister Mimmo Sassolino è in forma, pronto a partire? «Spero sia in forma, perchè oggi aveva un po’ di febbre. A parte gli scherzi, lui avrà un ruolo decisivo: avere a che fare non con dodici ma con sedici teste diverse non è facile, ed inoltre non deve lavorare solo sulla squadra ma anche sulle individualità. Lui è uno che non molla mai e anche l’anno scorso ci ha aiutato tantissimo con il suo modo di trovare sempre le cose positive. Penso sia un bravissimo allenatore, ci fa lavorare tanto e bene». Questo è il tuo secondo anno nell’Alta Valsugana. Come ti trovi? «Penso sia una delle migliori società del panorama. Ci danno tutti i mezzi per poterci esprimere al meglio, sanno starci vicino umanamente ma al tempo stesso ci trattano come vere atlete, mettendoci a disposizione tante professionalità. Abbiamo uno staff numeroso e preparato: allenatori, dirigenti, accompagnatori, preparatore atletico, massaggiatore, scout man, fisioterapista. Uno staff che nemmeno in serie B si trova. Ci seguono sempre e penso che tutto questo possa essere fondamentale. Mi piace che puntino tanto su figure professionali che in altre realtà o non esistono o vengono sottovalutate. Spero vivamente che riusciremo a ripagarli per tutto l’impegno che ci mettono». Chi ti piacerebbe portare in questo ambiente: un allenatore che hai avuto, un amica, una compagna, una figura che credi potrebbe integrarsi e dare una gran mano? «Senza esitazioni di rispondono Barbara Facchini, libero dell’Ausugum. Lei è una mia ex compagna ma soprattutto un’amica, che stimo tantissimo dal punto di vista pallavolistico e sono convinta che qui potrebbe dare una gran mano sotto ogni punto di vista». Per adesso però ti toccherà vederla al di là della rete sabato sera. E, se possibile, ti toccherà provare a batterla.
A Chiara, a mister Mimmo e a tutte le ragazze della serie C un grande in bocca al lupo per l’inizio della nuova avventura. Forza ragazze!