Bentornata Katja: Luraschi torna in campo, in serie D col C9

Bentornata. La prima parola che ci viene, spontanea, dal cuore, è bentornata. E Katja Luraschi un grande bentornata se lo merita tutto. Questo non per quello che ha fatto o che ha vinto, no. Anche. Ma soprattutto perché è una ragazza che a soli 25 anni ha già dovuto stringere tante volte i denti, ha dovuto lottare contro la sfortuna, contro operazioni ed infortuni, che tre anni fa la spinsero ad attaccare, giovanissima, le ginocchiere al chiodo. In questi tre anni la palleggiatrice di Riva del Garda, classe 1986, ha vissuto esperienze diverse: ha fatto la direttrice sportiva, ha messo al mondo il suo primogenito, il piccolo Leozinho, ed ora allena due Under 13 del C9 Arco Riva. Questo fino a sabato sera, quando l'ex vice-campionessa d'Europa nel 2005 con la nazionale italiana nonché vincitrice (con la Foppapedretti Bergamo) della Champions League 2004/2005 si è rimessa le ginocchiere. Katja è tornata in campo e l'ha fatto con la sua vecchia maglia, quella del C9 Arco Riva, in serie D per giocare contro l'Ausugum Borgo. Partita poi vinta dalle borghigiane in tre set.
«Dopo tre anni completamente ferma – racconta Katja – è stato bello tornare a giocare anche se adesso, dopo un paio di giorni, le gambe fanno male ma è normale visto che non giocavo una partita da tanto».
Un capitolo completamente nuovo questo nella vita della palleggiatrice gardesana.
«Tanto che non ho voluto nemmeno il 13 come numero di maglia, il numero che ho sempre portato, optando per il 12 e non ho palleggiato bensì ho giocato schiacciatrice. È un ruolo che non facevo più da almeno dieci anni ormai. Sono contenta soprattutto perché, a parte qualche normale doloretto, non avverto dolori particolari, nemmeno al piede operato».
Ma come mai la decisione di tornare in campo?
«Dunque, è da un po' che Giulio Angelini me la buttava lì. Non giocherò tutte le partite, solo qualche gara ogni tanto anche perché nei weekend ho impegni di studi e allora non ho il tempo materiale di esserci sempre. Però mi allenerò alcune volte con loro durante la settimana e cercherò soprattutto di trasmettere loro alcuni concetti ed alcuni modi di comportarsi. Io vorrei riuscire a trasmettere loro qual'è il giusto atteggiamento da trasmettere loro ma non solo durante la partita bensì soprattutto durante gli allenamenti. Il C9 di quest'anno in serie D è una squadra giovanissima, ha tante ragazze di 14, 15, 16 anni o comunque molto giovani. Secondo me hanno delle buonissime potenzialità, ma devono trovare l'entusiasmo ed il modo giusto per tirarle fuori. Non voglio giocare sempre anche per questo motivo, è meglio che al mio posto giochi una ragazza di 15 anni e che cresca. Io preferisco cercare in palestra di trasmettere loro alcuni modi di comportarsi. E mi piacerebbe che tutti intorno cerchino di stimolare queste giovani a tirare fuori il proprio valore, perché hanno delle potenzialità che devono solo essere espresse».
Si diverte?
«Moltissimo. Sia con loro sia ad allenare le squadre Under 13 insieme a Giulio Angelini. Anzi, sotto alcuni punti di vista mi diverto molto di più adesso di quando ero professionista».
Bentornata Katja.