Speciale Doha: la nostra analisi del 3-2 contro il Cruzeiro
DOHA – Dopo i sudori freddi della prima giornata la soddisfazione passeggera per il successo nel girone A. La Trentino Diatec archivia la prima fase del Mondiale con una serie di prestazioni in crescendo, che la aiutano ad avvicinarsi al suo livello di gioco e le danno morale. Quella di ieri contro il Sada Cruzeiro ci ha divertito. Non tanto per il fatto che si è prolungata fino al quinto set, quanto perché si sono viste giocate di qualità. Ci è piaciuto il Cruzeiro, innanzitutto, perché una squadra che schiera un solo straniero (il cubano Leal) e un solo giocatore della nazionale, l’opposto Wallace (che vi trova spazio solo quando Vissotto è indisponibile), se tiene testa alla multinazionale Trentino Volley significa che dispone di un gioco di eccellenza. Il segreto è il solito delle squadre carioca: tanto gioco al centro della rete, dove ci sono gli estrosi Douglas e Acacio, pochi muri ma tante difese, tanta tecnica nel gioco di posto-4 (corroborata dalla forza fisica di Leal, ancora al 70%) e tanti tocchi perfidi (pallonetti, appoggi sul muro, “piazzatine” di ogni genere) da parte dell’opposto. Una squadra che gioca così può far saltare i nervi. Ci è andata vicino la Trentino Diatec, che però alla fine ha fatto valere soprattutto la propria forza fisica e si è regalata un bell’allenamento in vista della battaglia di domani.
Cosa ha funzionato
Nei primi tre set la squadra trentina ci è piaciuta molto. Il primo lo ha sempre tenuto in mano, anche se il 25-23 lo illumina sotto una luce non appropriata (il punteggio è passato da 24-20), il secondo se lo è fatta sfilare dalle mani in extremis (da 22-20 e 24-23 a 24-26) pagando alcune ingenuità (come un ace subito da Juantorena sbucciando una ricezione eseguita in palleggio), il terzo lo ha vinto con una rimonta finale (da 22-24 a 26-24). Ci è piaciuta anche la capacità di vincere il punto a punto che ha chiuso il tie break, cosa che raramente le era capitata in questo inizio di stagione.
Ci è piaciuta la forte personalità di Raphael, che ha fatto tutto bene, dagli assist al muro, passando per il servizio. Lo ha stimolato il derby con il collega William, che poche ore dopo il match su Twitter ha espresso la propria soddisfazione per questa sfida ripropostasi un po’ per caso a 13 anni di distanza dalla precedente.
Ci è piaciuto anche Stokr, questa volta, il quale, dopo aver definito “vergognose” le proprie precedenti prestazioni (autocritica forse anche esagerata), ieri ha fatto vedere buone cose, soprattutto nel tie break (6 punti uno più pesante dell’altro).
Ci è piaciuto anche rivedere Juantorena ad alti livelli per cinque set e a segno in battuta per tre volte. Era da un po’ che ci mancavano queste scene per anni consuete.
Ci è piaciuta la continuità di Birarelli, probabilmente il migliore dei trentini fino ad ora in questo mondiale nonostante le scorie accumulate in estate.
Una menzione meritano anche Bari, che contro battitori poco avvezzi alle jump float se la cava molto meglio (ieri 72% di positive), e Burgsthaler, che dopo aver scagliato un servizio nell’ultimo scacco della rete e aver sprecato una palla vagante che avrebbe potuto diventare decisiva, non si è buttato giù e ha messo a segno il muro del successo, festeggiato con un giro di campo.
Ci è piaciuto, infine, il fatto che nessuna delle due squadre abbia pensato a risparmiare nemmeno un giocatore in vista delle semifinali. Lo scorso anno Trentino – Sesi San Paolo fu giocata da due formazioni imbottite di riserve, anche perché non ci sarebbe stato il giorno di riposo, stavolta è stata battaglia a pieno volume di fuoco.
Cosa non ha funzionato
Il gioco trentino è ancora in evoluzione. La squadra avrà bisogno, a partire da domani, di un Kaziyski e di un Djuric più impattanti sul piano dei numeri, soprattutto in attacco (13 su 33 in due) dove ieri hanno incontrato grosse difficoltà. Qualcosa di più dovrà dare poi il servizio, che in troppe rotazioni rende la vita facile agli avversari. Basta guardare i dati complessivi delle prime tre giornate “mondiali” per accorgersi che la migliore rotazione fino ad ora è quella avviata da Raphael (22 break point), seguito da Kaziyski (18) e a sorpresa da Burgsthaler (14) e Birarelli (8). Mancano le staffilate di Juantorena (13) e soprattutto quelle di Stokr (appena 5 break point in tre gare) il cui servizio è un lontano ricordo di quello che nelle stagioni 2009-2010 e 2008-2009 viaggiava alla media di 0,4 ace per set.