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Verso la riforma dei campionati: se ne parla oggi a Milano

Quest'oggi a Milano, al Centro Pavesi, si terrà un incontro/convegno dedicato alla riforma dei campionati nazionali al quale parteciperanno diversi esponenti della Fipav nazionale, della Lega serie A e di altri enti interessati. Tema di cui si parla da tanto tempo, ma che adesso sembra vedere la luce. Questo perché è da tempo stato creato un tavolo di Fipav e Leghe serie A per cambiare l'attuale format dei campionati di serie A e B. Ma come?

Una certezza ancora non c'è, se ne sta discutendo ed un po' di novità dovrebbero essere annunciate quest'oggi a Milano. Quel che è certo è che la volontà di tanti è di far partire il nuovo format dei campionati già nella prossima stagione. Questo vuol dire che le decisioni definitive e finali dovranno essere prese a breve, brevissimo, entro pochissime settimane, entro la fine di aprile. Visto che dopo si giocheranno i playoff di A2, B1 e B2 e bisogna capire se questi playoff avranno o meno ancora un senso dopo l'avvio di questa riforma.

L'impianto del nuovo formato dei campionati vedrà una A1 (per ora si parla di maschile, ma molto facile il tutto sia esteso anche al femminile) che diventerà una “Superlega” dove le più grandi novità sarà il passaggio degli atleti ad un semi-professionismo, non sarebbero insomma più inquadrati come dilettanti, e l'abolizione del vincolo dei 3 italiani sempre in campo. Una squadra, insomma, potrà essere interamente composta da stranieri, senza vincoli per i comunitari e con un numero tot di ingressi in ogni società per gli extracomunitari. Si pensa ad un campionato almeno a 14 squadre, possibilmente meglio ancora a 16. Tirando su ovviamente alcune squadre dalla A2, cosa che innescherà un sistema di ripescaggi inevitabilmente. Si vuole sia una “Superlega” aperta, con l'ultima classificata che retrocede in A2 e la prima della A2 promossa, ma se una piazza, una città, una nuova società, trova i finanziamenti e le strutture adeguate allora potrà iscriversi direttamente a questa nuova A1. Purché rispetti determinati parametri.

Per la A2, invece, si parla di un campionato interamente italiano, senza stranieri, che passerà dall'organizzazione della Lega a quella della Fipav. La A2 dovrebbe rimanere un campionato nazionale a girone unico, di almeno 12/14 squadre, con playoff per determinare la promossa nella Superlega. Chiaro che se fra poche settimane ci sarà un ripescaggio di almeno un paio di squadre in A1 allora un paio di sestetti impegnati nei playoff della B1 saranno ripescati. Da più parti si chiedono i due gironi, Centro-Nord e Centro-Sud anche per limitare le spese di trasferta ma qui si va a scontrare contro problemi oggettivi quali le poche squadre al sud che potrebbero fare un girone a 12/14 di A2. Certo se così fosse, se davvero si opterà per i due gironi, allora il ripescaggio di squadre dalla B1 (e via a cascata) sarebbe davvero massiccio.

B1 e B2 dovrebbero cambiare di poco rispetto alla situazione attuale. La B1 maschile si parla di farla passare da 3 ad almeno 4 gironi nazionali, anche qui per limitare le spese, cosa però che comporterebbe parecchi ripescaggi anche qui. La femminile dovrebbe restare ad almeno 4 gironi com'è ora. L'idea di fondo è aumentare i gironi, sia in B1 sia in B2, tenendoli possibilmente a 14 squadre e comunque non meno di 12. Così da limitare i costi di trasferta delle varie squadre, basti pensare che passando, ad esempio, dagli attuali 8 nel maschile e 9 nel femminile gironi a 11 o 12 le trentine anziché andar a giocare fino in Friuli si troverebbero ad affrontare trasferte nelle province limitrofe. Almeno in B2, in B1 un po' più lontane. Ma per B1 e B2 si parla anche di un tetto nei rimborsi spesa e soprattutto di un tetto all'età di giocatori e giocatrici, per incentivare l'uso dei giovani.

Queste sono indicazioni, spifferi, chiacchiere raccolte nel tempo. Già da questo incontro di domenica se ne potrà sapere di più su quale sarà il format del futuro ed in ogni caso entro pochissime settimane il velo su questo progetto deve essere sollevato. Perché per cercare di venire incontro alle difficoltà che le società incontrano l'idea di fondo è cercare di rendere questi campionati economicamente più sostenibili, con un alto livello che sia davvero di alto livello e dove giochino i migliori italiani ed i big stranieri. Mentre in serie B si vuole incentivare l'uso dei giovani. Bisognerà attendere ancora poco per sapere cosa ci attende in futuro.

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