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Coppa Italia, contro la Lube è ancora super Diatec

La Diatec Trentino è pronta per giocarsi un'altra finale, la ventunesima in sette anni (se escludiamo la Supercoppa Italiana) e si è guadagnata questo ennesimo palco di prestigio combattendo con il coltello fra i denti contro una Lube, che non si è data per vinta fino all'ultimo pallone. Come un anno fa, quando la squadra trentina ebbe la meglio su Perugia al tie break, anche stavolta ha dovuto ricorrere al quinto set, anche se con un pizzico di malizia in più avrebbe potuto chiudere la pratica già nella quarta frazione. I campioni d'Italia hanno sfruttato un super Djuric (51% in attacco senza alcun errore) e bel 10 errori complessivi in meno (21 contro 31) rispetto ai marchigiani per raggiungere ancora una volta Modena in finale. Gli emiliani hanno avuto la meglio su Perugia, perdendo nettamente il primo set, ma poi cambiando marcia e trovando una regolarità in cambio palla impressionante, supportati da un Ngapeth in grande forma. Questo pomeriggio partono da favoriti, la Diatec avrà il compito di provare ad insinuarsi in eventuali pertugi lasciati da Bruno e compagni.

Primo set (25-19), gli errori della Lube e la difesa trentina fanno la differenza

Si comincia con i settetti base delle ultime giornate di campionato, che significa, per Civitanova, schierare Parodi in diagonale con Juantorena, in modo da poter contare sulla coppia serba Stankovic – Podrascanin al centro, con Miljkovic opposto. Fino al 15-15 per la Diatec è quasi impossibile capire chi potrà avere la meglio, visto che le due formazioni si equivalgono in tutto e per tutto. La Diatec mostra qualità di gioco, usando spesso Van de Voorde e la coppia Djuric – Lanza sulla palla alta, la Lube invece si affida molto al braccio di Juantorena e, quando può, ai due centrali. A quel punto, con il turno in battuta di Lanza, la bilancia perde improvvisamente equilibrio: Colaci difende un pallone strepitoso su Miljkovic e Djuric mette a terra il 16-15, poi Juantorena commette due invasioni consecutive in attacco abbastanza anomale (15-18), ed infine Grebennikov alza un pallone inattaccabile da una parte all'altra del campo (15-19). Trento infierisce, trovando un altro break con Urnaut (16-21) e poi con un tocco di Giannelli (18-24), chiudendo la frazione in bellezza.

Un contrasto a rete fra Giannelli e Christenson (foto Bettega)
Un contrasto a rete fra Giannelli e Christenson (foto Bettega)

Secondo set (17-25), la Lube scatta dai blocchi alla grande e fugge subito

Dopo il cambio di campo i marchigiani premono subito sull'acceleratore, per evitare di fare una brutta fine. Il turno in battuta di Christenson porta un ace su Lanza (anche grazie al nastro) e un attacco di Juantorena contro muro a tre, che, unito ad un'invasione di Urnaut, fanno subito 0-4 per la Lube, diventato 1-6 grazie ad un altro omaggio di Urnaut. Un ace di Solé viene subito annullato da una pipe fuori campo di Lanza (3-8), il colpo di grazia è un ace di Parodi su Urnaut, decisamente fuori dal set (11-5). Trento si costruisce un'ipotesi di rimonta quando Lanza e Juantorena (errore) fissano il 13-16, ma poi Stankovic realizza un ace su Urnaut e nel finale la battuta del cubano mette le basi per tre break point, che ci accompagnano al 25-17. Spicca il 62% di Civitanova in attacco (contro il 48% trentino), l'89% in ricezione (contro 65%) e i 4 ace degli uomini di Blengini.

Una tentativo di difesa di Max Colaci (foto Bettega)
Una tentativo di difesa di Max Colaci (foto Bettega)

Terzo set (25-22), Juantorena va nella buca e la Diatec ne approfitta

Pareggiati i conti, per la Lube ricominciano subito le difficoltà in attacco. Il braccio armato di Djuric vale l'3-1, poi Miljkovic sbaglia (5-2), rifacendosi a muro su Lanza (5-4) e in battuta sul solito Urnaut (ricezione lunga e smash di Stankovic per il 6-6). Nonostante l'ottima ricezione Christenson carica di lavoro la coppia Miljkovic – Juantorena, che va in difficoltà: 9-7 con un errore del cubano, 11-8 con un muro di Van de Voorde sull'opposto serbo, poi ancora un errore di Miljkovic (12-9), uno di Juantorena (14-10) ed un muro di Solé sul cubano (16-11) rendono la situazione difficilissima per la Lube, che sceglie di giocare con Priddy al posto di Parodi, dovendo così togliere Podrascanin per Cester, al fine di non superare il numero di stranieri consentito. Sul 17-21 la battuta di Van de Voorde manda in aceto la ricezione marchigiana: Djuric, Lanza e Solé (muro su Miljkovic) chiudono i conti già sul 23-17, anche se nel finale un fallo di posizione millimetrico fischiato a Giannelli da Cesare, un muro di Christenson e un attacco out di Solé mettono brividi ai tifosi gialloblù. Fra i dati finali spicca il 36% della Lube in attacco e i 6 pesantissimi errori su azione.

Pippo Lanza supera il muro della Lube (foto Bettega)
Pippo Lanza supera il muro della Lube (foto Bettega)

Quarto set (25-27), gli ace di Stankovic su Urnaut decisivi in una frazione tiratissima

La Diatec ha una gran voglia di chiudere la partita e comincia alla grande, portandosi sul 5-2 grazie ad una serie di staffilate di Djuric in battuta (muro di Giannelli su Priddy, muro di Van de Voorde su Miljkovic ed ace su Juantorena. Fino al 6-8 Trento mantiene il controllo delle operazioni, a rovinare i piani ci pensano due ace consecutivi di Stankovic su Urnaut, fulminato in zona cinque (8-8): nella prima occasione si abbassa per lasciare sfilare la palla, che però lo colpisce alla schiena. Fino al 21-21 infuria la lotta, con tante difese e azioni lunghissime, che divertono i novemila del Forum di Assago. In campo ora c'è Antonov, sul 22-22 Djuric mette a terra la ricostruzione del 23-22 con un bel pallonetto. Ad annullare la prodezza interviene un altro ace di Stankovic su Urnaut, rimesso in campo un attimo prima (24-23), poi, sul 25-26 Cester mura Djuric e finisce 25-27. Non basta alla Diatec murare di più (5-2), perché la Lube riceve alla grande (91%) e sbaglia meno dei trentini.

Djuric e Juantorena si contendono un pallone sotto rete (foto Bettega)
Djuric e Juantorena si contendono un pallone sotto rete (foto Bettega)

Quinto set (15-11), le battute di Urnaut e alcuni pasticci della Lube assegnano la finale

Anche questa volta, come avvenuto in campionato, sarà il tie break a decidere l'esito finale. La Lube parte molto bene grazie ad un muro di Cester su Urnaut e un primo tempo del centrale (3-1). Tutto cambia quando va al servizio lo stesso sloveno, che si prende carico di tirare a tutto braccio, raccogliendo due ace, uno su Priddy, l'altro su Grebennikov, il terzo break arriva con un primo tempo di Solé (6-4). Giannelli cerca molto i centrali in fase di cambio palla, togliendo aria al muro marchigiano, e serve ancora Van de Voorde per il break dell'11-8. La Lube è nell'angolo e combina un paio di pasticci: Christenson non si intende con Juantorena e la pipe diventa una palla che rimane nel campo biancorosso, poi Blengini butta dentro uno straniero di troppo e perde un altro punto (14-10). Dopo qualche brivido finale chiude tutto un'invasione di Stankovic a muro.

Il tabellino

Autore
Andrea Cobbe
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