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La Coppa Italia è di Modena, Diatec travolta in un'ora e 7'

Che la Dhl Modena potesse avere più frecce nel proprio arco, rispetto alla Diatec, si sapeva anche prima della finale di Coppa Italia di ieri. Che però potesse sbriciolare l'avversario come ha fatto, in appena un'ora e 7 minuti di gioco, per la parziale delusione degli undicimila accorsi al Forum di Assago per vedere una finale combattuta e non il monologo privo di pathos agonistico al quale hanno finito per assistere, non era certo prevedibile. Intanto perché la Diatec aveva disputato una bella partita solo 24 ore prima contro la Lube, poi perché nelle due occasioni in cui aveva incrociato le lame con gli emiliani, in questa stagione, era sempre riuscita ad portare il confronto al tie break, vincendo quello del PalaTrento.
Purtroppo la squadra di Stoytchev ha perso rapidamente ogni punto di appoggio, prima nella fase break, soprattutto a causa di un servizio che non ha mai impensierito la ricezione della Dhl, poi in quella di cambio palla, nonostante una ricezione tutt'altro che disprezzabile (64% di tocchi positivi), un po' perché il muro e la difesa di Modena sembravano conoscere in anticipo ogni mossa di Giannelli, un po' perché i due posti-4 trentini in attacco hanno presto alzato bandiera bianca, demoralizzati dalle continue difese e dai muri incassati, 5 in due. In un contesto di questo tipo i due centrali hanno potuto fare poco e Djuric ha finito per combattere da solo contro tutti. Giovedì sera si replica a Modena, c'è curiosità per capire se si confermerà questo gap o meno, se non altro per fare la tara a questo 3-0 brutale.
Una valutazione obiettiva della due giorni milanese non può ovviamente prescindere da quanto di buono la Diatec aveva costruito sabato in semifinale, sovvertendo il pronostico, ma se l'unica cosa che conta, in questi circostanze, è vincere, quanto visto ieri ha spazzato via ogni bel ricordo del 3-2 inflitto a Civitanova.

La presentazione delle squadre in un Forum gremito
La presentazione delle squadre in un Forum gremito

Primo set (25-19), dopo un buon inizio la Diatec si sfalda

Dopo il lungo cerimoniale della presentazione degli starting six, con tanto di occhio di bue, la squadra di Stoytchev piazza tre confortanti break point nel volgere di due rotazioni, il primo grazie ad un muro a uno di Giannelli su Vettori, il secondo grazie ad un errore in attacco di Lucas (che rimarrà un unicum) e un ace di Urnaut su Ngapeth (altra rarità assoluta). Sul 2-5, dopo l'errore di Urnaut in battuta, comincia la serie di Lucas dai nove metri: invasione di Giannelli, ace su Urnaut, muro di Vettori su Lanza ed attacco di Vettori, per 7-5 che gela subito ogni entusiasmo trentino. Dopo qualche cambio palla, Trento sbaglia due battute consecutive, poi Vettori infila il break dell'11-8 e un muro di Ngapeth su Urnaut fa 13-9. Il servizio del francese manda Djuric ad attaccare contro muro schierato e a sbagliare. Siamo 15-10 e inquieta il fatto che la Diatec non riesca a trovare il modo per conquistare anche un solo break point dopo i tre iniziali. Lucas si prende la soddisfazione di murare Solé (20-14) e poi si arriva in un lampo sul 25-19.
I NUMERI – Nonostante la Diatec riceva meglio (65% contro 62%) va in aceto in attacco (33% - 61%) e non sa approfittare delle 7 battute sbagliate da Modena. Djuric (11%) fa da spettatore, Vettori invece gira a mille (8 su 12).

Una salvataggio di Max Colaci
Una salvataggio di Max Colaci

Secondo set (25-22), tanti errori impediscono a Trento di rialzare la testa

Dopo il cambio di campo Giannelli e compagni cominciano con il piede giusto, portando a casa 5 cambi palla consecutivi di buona fattura. Poi vanno sotto, anche con un po' di sfortuna, visto che l'arbitro Sobrero giudica out un servizio di Bruno, poi corretto dal video-check, che vede il tocco della riga di fondo. Subito dopo Ngapeth fa 7-5, ma per ora la Diatec ha ancora qualche arma da giocarsi, in particolare le battute di Djuric, che prima si procura un attacco da seconda linea vincente e poi dà l'opportunità a Van de Voorde di murare Lucas (9-10). Fino al 14-14 l'equilibrio è massimo, ma a quel punto si capisce che no è giornata per i campioni d'Italia, che cominciano a commettere errori in serie: doppia di Giannelli, invasione di Urnaut, errore in attacco di Djuric, poi due battute alle ortiche nelle uniche due rotazioni efficaci (Djuric e Urnaut) e sul 20-17 la frittata è fatta. Si arriva alla fine a forza di cambi palla con Vettori e Ngapeth protagonisti.
I NUMERI – Questa volta l'attacco trentino gira (58% - 62%), ma la battuta è fallosissima (7 errori) e altri 3 regali, fra doppie e invasioni, confezionano a Modena 10 punti senza fare nulla, troppi.

Lucas mura Mitar Djuric
Lucas mura Mitar Djuric

Terzo set (25-13), dopo pochi scambi Trento smette di giocare si consegna all'avversario

Un anno fa, dopo due set perduti, nel terzo la Diatec riuscì a risollevarsi. Nulla di più lontano da quanto accaduto ieri, perché dopo pochi scambi il tabellone segna già 7-2 per la Dhl, con tre punti di Ngapeth (due in attacco e uno in battuta) e due di Lucas (attacco ed ace). Dal 12-8 si capisce che si gioca solo per arrivare il prima possibile in fondo: 14-8 con un errore di Lanza e un primo tempo di Lucas in ricostruzione, 17-9 con un ace di Lucas e una “doppia” di Antonov, 20-10 con un ace di Vettori e un muro di Piano su Urnaut, una specie di festival del break point modenese, che finisce con quello portato a muro (su Urnaut) dal centrale brasiliano (23-12) e quello finale di Vettori in attacco. Una serie di montanti ad un avversario barcollante da parecchi minuti.
I NUMERI – Modena riceve in maniera perfetta (91%) e questo le permette di attaccare molto meglio della Diatec (67% - 41%), percentuale limitata dal fatto di essersi procurata infinite opportunità per il break point. Anche i 3 ace a zero raccontano bene il massacro di questa frazione, così come lo 0% di Lanza in attacco e il 17% di Urnaut.

Ngapeth, smarcato con il muro a uno, supera Giannelli
Ngapeth, smarcato con il muro a uno, supera Giannelli

Il tabellino

Le facce trentine al termine del match
Le facce trentine al termine del match

Autore
Andrea Cobbe
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