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Ruben Acosta lascia la Fivb, termina un'era

Dopo 24 anni termina l'era Acosta. Il presidente messicano della Fivb, in sella dal lontano 1984, ha confermato ieri la propria intenzione di dimettersi dopo le imminenti Olimpiadi cinesi e dunque la pallavolo mondiale avrà un nuovo capo. La decisione era stata preannunciata qualche settimana fa a Roma, ma molti pensavano che si trattasse di una provocazione, invece ora è arrivata l'ufficialità. Il messicano, nato a Zacatecas, in Messico, il 4 aprile del 1934, tornerà nel proprio paese con l'inseparabile Malù (secondo molti vera ispiratrice di molte innonazioni volute dal marito) lasciando, per ora, le redini della pallavolo mondiale al cinese Jizhong Wei.
Ad Acosta, che rimarrà presidente onorario a vita, si devono l'introduzione del tie break, la liberalizzazione della zona di battuta, l'abolizione del net, l'introduzione del libero, il tocco di piede, il rally point system e, ultimo, l'allargamento degli organici a 14 giocatori. Con lui la Fivb ha raggiunto quota 220 federazioni con 500 milioni di praticanti. Per quanto concerne in nostro ambito, l'estate scorsa il suo intervento sul caso Kaziyski costrinse la federazione bulgara a dichiarare nullo il contratto che legava a vita Matey allo Slavia Sofia e a Seferinov, dando una spinta fondamentale al suo approdo alla corte di Stoytchev. Negli ultimi tempi, invece, i rapporti con la Lega italiana e con Diego Mosna si erano fatti meno cordiali, vista la netta contrapposizione sulla possibile limitazione degli stranieri, una questione che tornerà sicuramente d'attualità nei prossimi anni, stanti anche le norme europee che non ammettono eccezioni nel diritto degli atleti continentali di muoversi liberamente nel recinto della Ue.

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