Quasi fatta la nuova Itas Trentino, sarà un roster profondo
Non tutte le ciambelle riescono con il buco e nello sport, soprattutto quello di altissimo livello, è del tutto normale alternare annate memorabili ad altre sfortunate, ma la stagione 2025-2026 per l’Itas Trentino è andata agli archivi più che come una di quelle negative come un’annata da incubo. Iniziata con presupposti pessimi, ovvero senza poter contare a tempo indeterminato su Daniele Lavia, ha saputo alimentare qualche speranza nei tifosi fino al secondo set del big match casalingo contro Verona dell’11 gennaio, quando la squadra di Mendez si trovava ancora al primo posto nella classifica di SuperLega e ed era avanti per 2-0 sugli scaligeri. Da lì in poi tutto ha cominciato a precipitare: a fare da spartiacque i dolori alla schiena di Alessandro Michieletto, che lo hanno prima reso inoffensivo nel prosieguo di quel match chiave, perso per 2-3, poi in quello successivo disputato a Modena, perso per 3-1, infine lo hanno costretto a chiudere anzitempo la stagione (quattro mesi dopo è ancora fermo), rendendo complicatissimo per la squadra di Mendez affrontare avversari di ogni livello.
Il contemporaneo rientro di Lavia e alcune sporadiche buone prestazioni di Bristot (come quella in semifinale di Coppa Italia) hanno aiutato a tamponare l’emergenza assoluta, ma non potevano bastare e così, dopo la sconfitta in finale di Coppa Italia dell’8 febbraio per mano di Verona, si sono susseguite una dopo l’altra l’eliminazione dalla Champions League per mano di Varsavia il 12 marzo, l’eliminazione dai playoff scudetto per mano di Civitanova il 18 marzo e la sconfitta nella finale dei playoff per il 5° posto per mano di Modena il 5 maggio. Un’agonia costellata dai successivi infortuni di Faure, Ramon e infine Bristot, ai quali va aggiunto anche quello all’anca che ha chiuso già a marzo la stagione del giovane Andrea Giani, diventato utile non solo per il team di serie B, ma anche per la prima squadra. Un vero stillicidio di cui si fatica a trovare precedenti nel campionato italiano, in buona parte regalato alla Trentino Volley dal Mondiale vinto dall’Italia poche settimane prima dello start della stagione, che ha restituito ai club giocatori logorati senza che avessero il tempo per recuperare energie e condizione. Un problema che le società denunciano da decenni, ma che pare importare poco o nulla a Fivb e Cev e alle loro giostre che muovono spettatori, spazi televisivi e sponsorizzazioni.
Arriverà lo zuccherino dalla Cev?
A rendere meno pesante il bilancio finale domenica è arrivata la notizia che la Cev potrebbe assegnare alla Trentino Volley una wild card per prendere parte alla prossima Champions League. Un colpo di scena, non ancora certo, che potrebbe permetterà ai gialloblù di competere ancora una volta per conquistare i massimi trofei italiani ed europei e che ripagherebbe parzialmente la società dei danni subiti “prestando” i propri giocatori alle nazionali di punta. In realtà la decisione non è ancora stata presa e quindi di ufficiale non c'è nulla, ma è evidente che la società gialloblù sul mercato deve muoversi prendendo in considerazione questa ipotesi.
Le criticità nei primi tocchi
Detto questo, archiviare la stagione limitandosi a imprecare contro gli infortuni sarebbe un po’ semplicistico, perché questo gruppo ha pagato anche alcune fragilità che non dipendono solo dalle assenze, ma anche dalle caratteristiche tecniche dei giocatori e alle quali la società sta provando a porre rimedio in sede di mercato. Ci riferiamo in particolare all’estrema fragilità di questa rosa nei primi tocchi, ovvero battuta e ricezione, che hanno rappresentato per l’intera stagione, anche quanto l’Itas si laureava campione d’inverno, due zavorre. Che il servizio gialloblù non fosse particolarmente efficace si sapeva anche prima del via, ma che il primo tocco del cambio palla potesse offrire prestazioni così penalizzanti per l’intera stagione non lo era affatto. Le statistiche relative alle SuperLega sono impietose in questo senso, dato che Trento è ultima per distacco sia nel novero dei tocchi perfetti totali sia in quelli per set. E se spostiamo l’attenzione alla graduatoria individuale, il primo gialloblù che troviamo è Laurenzano al 26° posto. È vero che la qualità di palleggiatori e attaccanti dei top team è ormai tale da permettere loro di mantenere un’elevata efficienza in attacco anche con ricezioni molto scadenti, ma quando le sfide sono equilibrate è difficile non pagare dazio, soprattutto se non si dispone di un servizio particolarmente temibile in grado di restituire pan per focaccia e se si subiscono punti diretti dai nove metri.
Il nuovo reparto degli schiacciatori
Nei limiti concessi dal budget e dalla disponibilità di giocatori, il mercato della Trentino Volley si è quindi necessariamente orientato in primis sulla ricerca di un posto 4 di qualità. Innanzitutto perché non è dato se sapere se e quando Daniele Lavia potrà tornare ad essere il giocatore che era prima del grave infortunio alla mano, in secondo luogo proprio per migliorare se non la ricezione almeno la battuta. Il vantaggio di questa situazione di assoluta emergenza è stato che la ricerca ha potuto prendere il via con largo anticipo ed ha portato ad individuare il nome di Adriano Xavier, posto 4 brasiliano di 24 anni, che nelle ultime cinque stagioni ha vestito la maglia del Volei Renata Campinas, conquistando tre secondi posti consecutivi nella Superlega carioca. Si tratta di un attaccante di razza, che colpisce la palla molto alta anche grazie ai suoi 201 centimetri di altezza e che non può certo essere considerato una terza banda come i vari Ramon, Magalini o Dzavoronok messi sotto contratto nelle ultime quattro stagioni. Questa abbondanza suonava esagerata per un team che non avrebbe dovuto giocare alcuna coppa internazionale, ma poi la wild card arrivata dalla Cev ha spiegato tutto. E comunque non si potevano lasciare aperte così tante incognite in posto 4. Da definire il quarto, che potrebbe essere il giovane Federico Roberti, atleta marchigiano del 2004, nato e cresciuto a Fano, che si è messo in mostra nell'ultimo campionato di serie A2.
Ha già fatto le valigie verso il Sol Levante lo stesso Jordi Ramon, che vestirà la maglia dei Nippon Steel Sakai Blazers, mentre dovrebbe trasferirsi in prestito a Padova Alessandro Bristot, che ha assoluto bisogno di giocare con continuità o di salire di grado (da quarta a terza banda) in un club di SuperLega. Affronterà invece il campionato di A2 con la maglia di Ravenna il già citato Andrea Giani, la collocazione giusta sia per club sia per categoria, per un giovane con le sue qualità.
Un pacchetto di centrali profondo e di qualità
Per quanto concerne il centro la rete, la delusione stagionale è stata senza dubbio il romeno Bela Barha, che in quella precedente aveva fatto vedere ottime cose e dava ad intendere di essere pronto per diventare un top player mondiale, grazie ad un servizio e ad un attacco pesantissimi, sul modello di Simon. Invece è stato fra i giocatori che hanno faticato di più, anche nel periodo in cui le cose andavano bene, fallosissimo in battuta e poco produttivo a muro, fino a quando Mendez non ha cominciato a preferirgli il tedesco Simon (un nome di battesimo a caso) Torwie, uno dei pochi atleti dell’organico che aveva scelto di persona, anche per cominciare a seminare in vista della stagione successiva. Bartha ha preso quindi la strada di Resovia, ambizioso club polacco. In partenza, per poter fare esperienza, è anche il giovane Gabriel Sandu, che dovrebbe trovare spazio in A2 a Macerata. Rimarrà in Superlega Marco Pellacani, che dopo l’esperienza di Grottazzolina vestirà la maglia di Padova, cercando di compiere un altro passo in avanti.
Per quanto riguarda i nomi in entrata, a giocarsi il posto nel settetto insieme ai confermati Flavio e Torwie sarà il serbo Aleksandar Nedeljkovic, che abbiamo visto in azione nell’ultima stagione a Verona e nelle due precedenti a Cisterna. Un atleta del 1997 alto 207 centimetri, decisamente completo, che ha alla BTS Arena ha impressionato nel già citato Itas - Verona dell’11 gennaio. Quel match è stato un bel biglietto da visita, per lui, in prospettiva. Infine bisognerà capire se, alla luce del fatto che la squadra di Mendez non affronterà alcun impegno internazionale, la rosa verrà completata con un quarto centrale oppure no. Un papabile potrebbe essere Elia Bossi, posto 3 reduce da una stagione non esaltatante a Taranto in A2, che la SuperLega la conosce bene avendola affrontata per anni con le maglie di Modena e Cisterna.
Negli altri ruoli cambiano i "vice"
Nel ruoli di alzatore, opposto e libero la società ha confermato i titolari, ovvero Riccardo Sbertoli, Theo Faure e Gabriele Laurenzano, ma nessuno dei loro sostituti. Alessandro Acquarone ha scelto di proseguire la propria carriera in Francia, al Cannes; Gabi Garcia Fernandez, che purtroppo nell’ultima stagione non è riuscito a rendersi utile come nella precedente, pare destinato a raggiungere Ramon in Giappone, in questo caso per vestire la maglia dei Toray Arrows Shizuoka. Nicola Pesaresi andrà invece a giocare a Monza per fare da chioccia ad un giovane.
Per quanto riguarda i volti nuovi in questi tre ruoli, per ora si conosce un nome solo per quanto concerne l’opposto. Il vice di Faure potrebbe essere il lettone Renars-Pauls Jansons, atleta del 2002 che nelle ultime due stagioni si è messo in mostra al Cez Karlovarsko. Non si tratta di un colosso (è alto 1,98), ma ha un braccio decisamente pesante e può migliorare moltissimo allenandosi in un gruppo di questo livello. In merito a secondo regista e secondo libero, rigorosamente italiani, saranno le ultime perdine ad essere scelte: soprattutto in merito al primo, non si può lasciare nulla al caso, perché in caso di assenza forzata di Sbertoli serve comunque un giocatore in grado di stare in campo senza abbassare troppo la qualità di gioco.