Due sole novità nella nuova serie A2 femminile
Sedici squadre avevano diritto a prendervi parte e sedici hanno inoltrato regolare domanda di iscrizione. È una serie A2 femminile senza grosse sorprese e con pochissimi nomi nuovi quella che si sta delineando in questi giorni, dato che non vi è alcun nome nuovo proveniente dalla serie B1, come accadeva in passato, essendo state tutte le neopromosse assorbite dalla nuova serie A3, e dato che non si sono registrate rinunce o cessioni di diritti, se non per maquillage di società già esistenti (vedi Offanengo che diventa Dragons Offanengo e Roma Volley che diventa Roma Volley Club). Le uniche novità sono rappresentate dalle due formazioni retrocesse dalla A1, ovvero Perugia e Monviso. Le altre compagne di viaggio della Trentino Volley sono tutte vecchie conoscenze, quali Messina, Altino, Imola, Busto Arsizio, Altamura, Marsala, Costa Volpino, Casalmaggiore, Fasano, Altafratte e Melendugno. Sedici formazioni alle quali verrà aggiunto, con un intervento a gamba tesa della Fipav sgradito dalla Lega Femminile, il solito Club Italia, che probabilmente avrebbe trovato collocazione migliore, soprattutto sul piano tecnico, in serie A3. Con 17 squadre al via diventa inevitabile creare i soliti due gironi con un numero differente di squadre (9 e 8), una assurda cacofonia in un campionato di questo livello, e ad inventarsi formule cervellotiche per la seconda fase, che deve comunque coinvolgere tutti i team iscritti.
Viva curiosità vi è anche per capire quale sarà il livello di gioco espresso nella nuova serie A3, il cui organico è ora ufficiale. Avevano acquisito il diritto di prendervi parte le prime tre classificate nei quattro giorni della B1 femminile, ovvero Garlasco, Florens Vigevano, Acrobatica Alessandria, Teodora Ravenna, Osgb Campagnola, Ripalta, Giorgione, Aduna Padova, Arena Volley, Vibo Valentia. Vesuvio Napoli e Castellana Grotte. Alle quali sono state aggiunte le retrocesse (dalla A2) Concorezzo e Modena.
Di queste 16 formazioni a rinunciare sono state in due, ovvero Alessandria, che ha rinnovato completamente il proprio direttivo e intende ripartire dalla B1 se la Fipav glielo permetterà, e la reggiana Campagnola, che ha liquidato l’intero organico e lo staff protagonisti della promozione in A3, annunciando l’intenzione di ripartire dalla C. La prima è stata rimpiazzata, come da regolamento che vieta la cessione del diritto sportivo, da Villa Cortese, quarta classificata nel girone A, la seconda da Passione Valdarno, quarta nel girone B.
Anche questo torneo sarà organizzato con una prima fase a due gironi e una seconda da definire. A giudicare dalla composizione degli organici che le sedici società stanno costruendo, l’impressione è che si tratta di un torneo molto più vicino alla B1 che alla A2, anche se all’appello mancano ancora molte straniere (se ne può tesserare una) quindi non impossibile da sostenere per una neopromossa, che deve ottemperare al solo vincolo di trasformarsi in una società di capitali con un capitale sociale minimo di 25.000 euro, ma non a quelli relativi a capienza dell’impianto, terreno di gioco, videocheck, dirette streaming, che invece gravano sui team di A2.