Il Tribunale accoglie il ricorso, Sokolov al palo
Nella giornata di ieri il Tribunale di Trento ha ribaltato a sorpresa il provvedimento assunto un mese fa del giudice Erlicher, secondo il quale il giocatore Tsvetan Sokolov avrebbe dovuto essere tesserato con decorrenza immediata dalla Fipav, accogliendo in questo modo il reclamo opposto dalla stessa federazione, spalleggiata dal Coni. La notizia ha sorpreso non poco il giocatore e la società di Via Manci, che erano certi di avere tutte le carte in regola per poter chiudere a proprio favore questo braccio di ferro cominciato nel febbraio scorso, quando la Fipav, unica federazione al mondo a muoversi in questa direzione, approvò la norma che sbarra la strada ad tesseramento degli under-23 provenienti da federazione straniera.
Il presidente del Tribunale di Trento Battista Palestra e i giudici Anna Mantovani e Giulio Adilardi hanno accolto le obiezioni mosse dagli avvocati della Fipav e alle 16,30 di ieri hanno depositato il documento che impedisce al giocatore bulgaro di essere tesserato per un club italiano fino a quando non avrà compiuto i 23 anni di età (come stabilisce la contestata norma varata dalla Fipav un mese dopo che Sokolov firmò il contratto triennale che lo lega tuttora ai campioni d'Italia). Il Tribunale ha anche deciso che le controversie non riservate alla giustizia sportiva devono comunque essere demandate al Tar del Lazio, che sarà dunque chiamato in causa qualora il giocatore, attualmente tesserato dal Marek Union, decidesse di proseguire la propria azione legale.
Sokolov, allo stato attuale delle cose, dovrà dunque proseguire la propria carriera professionistica in una nazione diversa dalla nostra, a meno che nei prossimi giorni non si apra una trattativa fra federazione e Lega, come sembrano suggerire le aperture delle ultime ore sia di Gianni Petrucci (presidente del Coni) sia di Diego Mosna (presidente del consorzio dei club). O a meno che l'atleta bulgaro non ricorra al Tar del Lazio.