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Serie C e D

Giulia Lapegna e il S.Giacomo "Maturiamo assieme"

Dire che sta vicendo una seconda giovinezza sportiva sarebbe improprio e fuori luogo. Perché a 18 anni appena compiuti si è ancora nel pieno della prima giovinezza, sportiva e non. Però Giulia Lapegna (nella foto a destra) non è mai stata una ragazzina, semmai una giovane "vissuta", giacché il suo precoce talento l'ha fatta maturare prima del tempo.
Gli esempi in tal senso non mancano, visto che a soli 15 anni era protagonista in B2 col Torrefranca. E sin dalla tenera età le avevano appiccicato addosso l'etichetta della "predestinata". Le sue indiscutibili doti pallavolistiche preannunciavano per lei un futuro più che roseo nel volley. Ma non è sempre facile mantenere fede alle promesse, specie quando si bruciano le tappe così velocemente. E così Giulia si ritrova a 18 anni a dover dimostrare di essere ancora quella promessa della pallavolo su cui tutti scommettevano ad occhi chiusi. Una sfida con se stessa che sta vincendo, alla grande, in forza al San Giacomo, del quale è indiscutibilmente un punto di forza.
Brava e bella, ma non solo. Perché nell'intervista che riportiamo di seguito, la 18enne Lapegna dimostra anche grande maturità e forza caratteriale, non disgiunte da un non comune spirito di autocritica che è merce rara alla sua età. E brava Giulia!
Giulia, hai voglia di raccontarti un po'?
"Volentieri. Sono una ragazza di 18 anni appena compiuti, sono una studentessa, vivo a Vadena, alle porte di Laives, e sono un tipetto mica facile. Nel senso che ho un caratteraccio. Ma il fatto di conoscere i miei limiti, mi sta aiutando a crescere e a migliorare".
E pallavolisticamente parlando, qual è la tua storia?
"Sono cresciuta nel Neruda, dove ho fatto tutta la trafila delle giovanili in otto anni di militanza. Ho anche giocato in prima squadra, nel campionato di serie D, all'età di 13 anni. Una promozione, quella in prima squadra, fortemente voluta dall'indimenticato Claudio Belpoliti, personaggio e persona cui devo molto. E non solo come giocatrice. Dal Neruda sono quindi passata al Torrefranca, in B2, a soli 15 anni. Poi per motivi di studio mi sono dovuta riavvicinare a casa, ed allora ho scelto il San Giacomo".
San Giacomo in forza al quale stai disputando la tua seconda stagione...
"Già, ma è come se fosse la mia prima stagione, visto che l'anno scorso ho dato poco. Scendendo dalla B2 alla D mi sono venuti a mancare stimoli ed entusiasmo. E il mio rendimento ne ha risentito tremendamente".
Quest'anno, invece, stai andando alla grande!
"Grazie, anch'io sono soddisfatta. Il mio inizio è stato un po' in sordina, ma poi sono migliorata e cresciuta progressivamente. Merito di Giacomo Guarienti, ma anche della mia crescita a livello personale. Diciamo che sto maturando, e questo mi aiuta anche a giocare meglio a pallavolo. In serie C sto bene e credo di aver dimostrato di poter essere una buona giocatrice".
Avevi bisogno di dimostrare qualcosa?
"Beh, diciamo che l'aver bruciato così velocemente le tappe non mi ha aiutato. Sai, quando a 15 anni giochi in B2, tutti si aspettano da te grandi cose. Ma adesso non vivo più con quella pressione addosso. Certo, in B mi piacerebbe tornare a giocare.. Ma ora non voglio più cadere nell'errore di guardare troppo lontano. E difatti per il momento penso solo a concludere bene questo campionato col San Giacomo".
A livello di risultati di squadra sei soddisfatta?
"Secondo me qualcosina in più potevamo farla. Basti pensare ai punti gettati al vento nelle sconfitte con rimonta subite per mano di Neruda, all'andata, e Storo, ma anche alle vittorie risicate contro Rovereto e Arco o alla vittoria gettata al vento sabato scorso contro il Neugries. Rimpianti ce ne sono, ma dobbiamo tenere presente che siamo una squadra nuova che gioca assieme per il primo anno".
La miglior partita?
"Beh, la vittoria nel derby di ritorno contro il Neruda è stata grande. Perché sotto di due set, abbiamo giocato sia in attacco che in difesa da squadra vera. Nel cambio campo dopo il secondo set ho guardato le mie compagne in faccia e ho detto loro: "Io questa partita non la perdo". Sono, anzi siamo state di parola".
Bella soddisfazione vincere da ex...
"Sì, non lo nego. Una soddisfazione che per me è stata tripla, nel senso che il Neruda in questa stagione l'ho battuto tre volte, due con l'Under 18 e una con la prima squadra. Non male, vero?

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