La finalina è della Diatec, ancora sul podio mondiale
di Mattia Eccheli (da Betim)
Trento non scende dal podio mondiale. Con un meritato 3 a 1 riscatta la prima sconfitta iridata patita giovedì e strappa agli stessi argentini dell'UPCN di San Juan la terza piazza. E anche il premio da 90.000 dollari.
La squadra di Serniotti deve registrare un fondamentale, quello della battuta. Malgrado non forzi troppo, Trento sbaglia ancora molto. Troppo. Ma questa volta è meno fallosa negli altri fondamentali. È più attenta. Ed ha in campo un ispiratissimo Michele Fedrizzi, che assieme a Solè contribuisce alla svolta. Burgsthaler, altre volte protagonista, vede il campo solo per pochi secondi. E Ferreira viene accantonato dal tecnico dei trentini dopo un passaggio a vuoto nel secondo set. I numeri “due” (una definizione ingenerosa, ma per il momento) giocano ad alti livelli una gara non bellissima. Tecnicamente è un mondiale di livello inferiore a quello degli anni scorsi.
E il primo set lo conferma con le sue percentuali in attacco: 53% la Trentino Diatec (a parte Filippo Lanza, che disputa un partitone e con 10 punti in totale arriva all'80% di positività) e 36% gli argentini. Gli avversari sono quasi sempre in testa, ma non riescono a prendere mai il largo. Theo Lopes soprattutto è temibile in battuta, ma lo diventerà soprattutto nella frazioni successive. Solè azzecca un bel turno al servizio (incluso un ace) e riporta Trento sul 15 pari (era a -4). Sul 22 a 22, Trento scava il solco: prima una pipe di Ferreira, poi un muro di Sokolov e poi, di nuovo con Solè al servizio, Theo manda fuori. Il tutto in 26 minuti.
Nel secondo set Ferreira esce di scena: Serniotti decide di tenerlo in panca dopo due errori di fila che mandano l'UPN al primo time out in vantaggio di una lunghezza. Solè sale in cattedra e chiude, per due volte di fila, ogni varco ai connazionali. Quindi Trento si smarrisce e Sintini viene mandato in campo al posto di Suxho, che deve riposare. La squadra non si riprende e scivola lentamente fino a -5 (18 a 23) con percentuali da brivido (35%). Lanza si conferma in attacco con il 62% e 8 punti. Il San Juan si aggiudica la frazione in 27 minuti e mezzo (22 a 25).
Anche il terzo set ha un avvio equilibrato. Il primo doppio vantaggio arriva grazie ad un ace di Fedrizzi (11 a 9). Solè sbaglia uno smash dopo ricezione lunga e anziché mandare Trento a +4 soccorre il San Juan (-1). Poi, nel parziale caratterizzato da una montagna di imprecisioni ed errori, i campioni del mondo mettono la freccia e si portano sul 19 a 15 con un ace di Sokolov. Con Theo Lopes al servizio, gli avversari riducono le distanze (22 a 21) prima di cedere sotto i colpi di Lanza che in battuta: prima Solè può murare e l'ultima battuta vale da sola almeno mezzo punto, quello del 25 a 21 che spedisce Trento sul 2 a 1. Il terzo, è il set di Fedrizzi che chiude con il 75% in attacco e 8 punti in totale, gli stessi di Sokolov, che Suxho riesce a servire meglio. Lanza mette a terra altri 7 palloni. Trento migliora la percentuale (62%). Il San Juan sale, ma si ferma al 48%. Gli errori di Trento sono 27. Sempre troppi.
Il quarto set è il più godibile: lo dicono non solo i numeri (71% in attacco per Trento e 57% per gli argentini per la prima volta sopra la metà di positività, ma anche alcune giocate. Theo mette in difficoltà i gialloblù (2 a 6, il massimo vantaggio argentino), che a quota 7 raggiungono già la parità. Fedrizzi è sempre più efficiente (gran punto per il 12 a 0), anche se Sokolov sbaglia l'ennesima battuta (13 a 13): saranno 22 alla fine i servizi sbagliati e 6 nella quarta frazione (5 ciascuna per Lanza e l'opposto). Sul 18 a 15 arriva l'ultimo errore dai 9 metri. Il parziale conclusivo è, di nuovo, da grande squadra. Anche perché il solito Theo si disinnesca da solo al servizio ed i suoi compagni ci mettono del loro sbagliando molto. Solè chiude il match con un muro (13 in tutto per la squadra), il quinto della sua partita.
L'onore è salvo, il conto in banca è stato “aggiornato” e, soprattutto, la rosa si dimostra ricca di alternative. Da rivedere (un eufemismo) resta sicuramente la battuta, ma anche alcune leggerezze: Trento, che pure vince con 10 punti in più degli avversari, ha regalato loro qualcosa come 35 errori.