Bilanci di fine anno. Ata e Neruda possono fare di più
ATA DOMONET (16 punti, 5° posto, 5 vittorie)
La partenza a razzo (12 punti nelle prime 5 giornate) aveva illuso un po' tutti sul fatto che la formazione delle ghiaie potesse centrare subito la promozione diretta. Il brutto ruolino di marcia sfoderato sin qui in trasferta ha messo invece l'Ata di fronte alla realtà delle cose. La squadra di Mongera è sicuramente una fra le squadre meglio attrezzate della categoria, ma per conquistare i playoff e poi l'eventuale promozione dovrà tornare a giocare con l'intensità vista nei primi mesi della stagione. In questo senso il reintegro nel sestetto titolare della Gardumi e il pieno recupero dai rispettivi infortuni di Castellano, Ranghiero e Fronza aiuteranno la squadra a tornare ai livelli eccelsi di settembre ed ottobre. Con la rosa al completo, infatti, Mongera può disporre di una alternativa valida in ogni settore del gioco; cosa che non tutte le squadre in lotta per i playoff possono di certo vantare.
LA CERTEZZA - Usiamo il plurale ed indichiamo Soledad Castellano ed Elisabetta Fronza. Statistiche alla mano sono state fra le più continue in una squadra che spesso ha avuto alti e bassi di rendimento difficilmente spiegabili. L'opposta italo-argentina ha confermato quanto di buono si diceva sul suo conto da un paio di stagioni a questa parte. Con un attaccante così dietro la schiena Gardumi e Ruggieri possono dormire sonni tranquilli, anche nei momenti delicati del match. Il libero trentino, invece, ha disputato una stagione sopra le righe, limitata solo nelle ultime partite da un problema ad un ginocchio. In ricezione e difesa è fra le migliori dell'intera serie, tanto che le battitrici/attaccanti avversarie la evitano "chirugicamente" molto spesso.
LA SORPRESA - Elena Prandi. Alla prima stagione nei campionati nazionali la schiacciatrice arcense ha stupito un po' tutti, sia per mezzi fisici sia tecnica individuale, diventando ben presto la prima alternativa su palla alta alla Castellano. Per una giocatrice così giovane ed ancora tanto inesperta non era certamente una cosa scontata. L'Ata ha visto davvero bene, anche in prospettiva futura, puntando su di lei.
LA DELUSIONE - Ci si aspettava sicuramente qualcosa di più da Angela Daloiso. La schiacciatrice pugliese, promossa quest'anno a capitano della squadra, ha paradossalmente retto meglio in ricezione e faticato troppo in attacco che invece doveva essere uno dei suoi maggiori punti di forza soprattutto se paragonato al suo bagher.
NERUDA (3 punti, 13° posto, 1 vittoria)
Discorso simile a quello fatto in precedenza per il Torrefranca. La squadra di Bronzolo sta pagando il dazio di un salto di categoria molto importante e fatica a tenere il ritmo della serie, anche a causa di grosse lacune nel gioco come la scarsa incisività dell'attacco di posto 4 e le difficoltà della ricezione. La vittoria interna con l'Albatros ha riconsegnato un po' di morale ad una squadra in grave difficoltà. L'aver perso tutti gli scontri diretti nella prima parte della stagione ha ben presto relegato le altoatesine in una posizione di classifica molto triste e dalla quale, francamente, si fatica a trovare una soluzione valida per risollevarsi
LA CERTEZZA - Silke Gruber. La contromano altoatesina aveva già conosciuto la serie B in passato con la maglia del Torrefranca. La promozione in B2 del Neruda l'ha riportata in un campionato nazionale nel quale lei (assieme alla Anesin e forse alla Girardi) sembra essere uno delle poche giocatrici di categoria in organico.
LA SORPRESA - Sandra Ravagnani. L'unica vittoria del Neruda porta la firma della giovane laterale, primo cambio in banda della coppia Maines-Zamboni. Alla prima esperienza in B2, l'altoatesina ha dimostrato di avere qualche numero per poter dire la sua anche in questa serie. Dalla sua parte, inoltre, c'è anche la giovane età.
LA DELUSIONE - Trovare un unico capro espiatorio in una stagione sin qui davvero deludente sarebbe forse troppo ingeneroso verso la diretta interessata. Anche perché di delusioni questo Neruda ne ha riservate parecchie, a partire da Capraro e Bernard che hanno lasciato la nave ancor prima che questa iniziasse minimamente ad affondare.